La Gatta

lunedì 6 maggio 2019

Nei giorni scorsi ho pubblicato sui social diverse foto del mio nuovo modello, La Gatta. Forse lo avete visto e, forse, avete anche visto le foto della trasferta delle Orse genovesi (e non) da Unfiodi. Questo modello è davvero particolare per me, perché ha concentrato in sé tanti significati e so che mi riporterà alla mente tanti ricordi piacevoli in futuro. C'è la collaborazione con Luisa (che mi ha proposto di disegnare un modello dedicato alla sua gatta Grigina e che ha scelto con me i colori), l'amicizia con lei, l'allegria e l'unità del mio gruppo di maglia, che ormai abbiamo ribattezzato (grazie all'hashtag di Alice Casella) #orseontheroad, c'è il piacere di incontrare persone care, che vivono lontano, anche solo una volta all'anno, c'è l'amore per gli animali, c'è la passione per i lavori fatti bene (anche se costa fatica).



Sabato, da Unfilodi, credo di essere stata amorevolmente odiata, per quel simpatico avvio a cordoncino. Alcune, dal senso pratico spiccato, hanno deciso di fare di testa loro (cosa che approvo sempre con entusiasmo) e di partire direttamente con le coste bicolori, per poi eseguire una chiusura a icord sulle maglie riprese, alcune hanno stretto i denti, hanno disfatto, rifatto e sono andate avanti, nonostante la difficoltà di affrontare una tecnica nuova, con un filato sottile e ferri di piccolo calibro (3,00 mm, ma solo per l'icord). Sono riuscita comunque a tornare a casa senza schiantarmi da qualche parte (notevole, anche perché ero io a guidare), quindi gli accidenti che mi hanno mandato non erano troppo convinti o cattivi.

Un particolare così, che mette in difficoltà dalle prime righe di un modello, può essere gratuito? Poteva essere evitato? No e sì, ma c'è un ma grosso come una casa.

Non è affatto gratuito perché l'icord serve a far sì che le coste bicolori non si arrotolino, perché questo tipo di coste, per via dei fili pasati sul retro, non possiede la caratteristica delle coste normali, si sbilancia e tende ad arrotolarsi e il cordoncino è necessaio per rendere la finitura efficace e bella da vedersi.



Sì, poteva essere evitato, facendo un normale bordo a coste, con o senza avvio tubolare. Avrebbe funzionato lo stesso, ma si sarebbe perso un dettaglio sottile, misurato, ma, per me molto caratterizzante. La vedet la linea lungo il fianco nella foto? Si tratta di una falsa cucitura, si può fare il maglione senza, evitando di lavorare 15 o 20 minuti di più? Sì, ma il maglione non verrà altrettanto bene, farete più fatica a riporlo (perché non avrà una linea lungo la quale piegarsi con ordine) e non sarà altrettanto robusto, perché questa linea lo aiuta anche a non deformarsi con l'uso e coi lavaggi.

Ok, fine del predicozzo, per ora! Vi lascio con qualche foto del maglione con le gatte ricamate e della nostra esperienza. Alla prossima.

Il modello, per ora, è disponibile solo da Unfilodi, con il kit di filati per realizzarlo.



Ebbene sì, avevamo le magliette OrseOnTheRoad!







Un po' più facile no? Idee ursine sulla maglia

venerdì 22 febbraio 2019

Quando è uscita per la prima volta la promozione del mio ultimo corso e relativo modello, il maglione a sprone rotondo con i delfini, ispirato ai Risseu, un'appassionata di maglia mi ha fatto una domanda importante. Hai in programma qualche corso di livello un po' più base? 


Una bella domanda, davvero. Come disegnatrice di modelli di maglia (stilista e una parola un po' grossa per me, un giorno vi spiegherò anche il motivo), non trovo molto stimolante realizzare capi base, privi di difficoltà tecniche. Questa scelta in parte dipende dal fatto che trovo più divertente sfidarmi con tecniche sempre diverse, in parte dal fatto che, a mio modo di vedere, spesso facile e bello non vanno d'accordo. 
Detta così è un po' brutale, e non è del tutto vero, perché ci sono tanti modelli semplicissimi da realizzare e di grande effetto, ma, appunto, ci sono già. 
Per chi è alle primissime armi, in rete ci sono decine di migliaia di modelli base, con chilomeri di maglia legaccio, o rasata, pochissimi aumenti o diminuzioni, nessun grattacapo sottoforma di trafori e pizzi, finiture ridotte all'osso e guai a parlare di lavorazione a più colori: si vaporizzerebbero come vampiri sulla spiaggia a mezzogiorno.

Questi capi sono perfetti per fare pratica, per prendere confidenza coi ferri e allenarsi per avere una tensione uniforme, per dominare la differenza fra dritto e rovescio, ed è anche possibile non aver voglia di andare oltre. 
Ci sta, ma non fa parte della mia visione della maglia. Per affrontare una lavorazione nuova, una tecnica mai provata, non ci vuole competenza, ma coraggio e spirito d'iniziativa. Bisogna essere disposti a sbagliare, a disfare e ricominciare, a sudare un po' per raggiungere un obiettivo. 
Le allieve della Scuola di Maglia dell'Orso sono così, testarde e avventurose, ironiche e spregiudicate e si buttano a capofitto in tutte i progetti che gli propongo, e riescono a finirli (a parte qualche manica...).


I benefici che si ottengono grazie a tutto questa temerarietà? Innanzitutto capi ben costruiti, che ci stanno bene addosso, interessanti, originali e poi badilate, secchiate di autostima. Provateci...

Per finire, due parole sul tema gusto. Personalmente diffido di chi dice di avere la certezza di sapere cos'è bello e cosa no, mi distacco con soddisfazione dalla tendenza a seguire le tendenze. A me piace prendere spunto dal passato: adoro le linee degli abiti anni '20 e lo stile degli anni '40, mi affascinano le fantasie degli anni '60 e '70 e trovo qualcosa di piacevole (se opportunamente digerito e rielaborato) anche nel ritorno degli '80, e credo che lavorare a maglia sia un modo per vestirci come piace a noi, liberi dalle imposizioni della moda e liberi di seguirla solo e se ci garba. La conoscenza e l'uso delle tecniche avanzate ci dà la libertà di muoverci come vogliamo, di trasformare il filo in quello che ci piace, che ci corrisponde e che ci fa sognare.



Detto questo, se volete partire dalle basi, o poco più, scrivetemi. Se ci saranno richieste, attiveremo un corso base/ intermedio, con progetti fattibili per tutte (nel mio repertorio ci sono anche quelli, giurin giuretta!), così poi potrete decidere se lanciarvi verso l'infinito e oltre oppure no.

Questi posti davanti al mare

martedì 29 gennaio 2019





Disegnare un modello è un processo lungo che parte dall'istante in cui un'idea si presenta (non sempre è il momento migliore). A volte l'ispirazione nasce da un'esigenza spicciola (non ho niente da mettere con quella gonna bordeaux, per esempio), altre da un'illuminazione, o da una visione che mi rallegra l'occhio, come un paesaggio o un edificio molto interessante, altre volte è il desiderio di raccontare qualcosa di più complesso, di costruire un progetto più grande.
Questo è il caso del mio ultimo modello. Questi Posti Davanti Al Mare è nato per essere il primo di una serie dedicata alla mia regione ed è fatto con un filato prodotto qui, a Genova, dalle Lanivendole. L'ispirazione di partenza è il Risseu, il mosaico di ciottoli di mare tipico dei sagrati delle chiese e dei giardini e dei viali delle ville liguri. Si tratta di un'arte che ha il suo sviluppo tra il XVII e il XVIII secolo, molto probabilmente influenzata dagli scambi commerciali dei mercanti genovesi con le regioni dell'oriente e dell'asia minore. I risseu possono rappresentare scene di vario tipo, animali esotici, vita quotidiana, figure mitologiche o semplici decori geometrici e simboli religiosi. Uno degli esempi più belli è quello conservato a Palazzo Reale, a Genova. Si tratta della ricostruzione ad opera di Armando Porta (il maggiore esperto contemporaneo di quest'arte) del risseu settecentesco del convento delle monache turchine, distrutto negli anni '60 del secolo scorso.
Il materiale usato per questi mosaici è il ciottolo, di mare per lo più, ma anche di fiume, in serpentinite (grigio o nero) o quarzo o calcite (bianco), più rari sono i risseu policromi che presentano elementi rossastri (diaspro) o verdastri (pietra di promontorio). Nelle foto potete ammirare il grande Risseu di Palazzo Reale.








Non ho pensato di raccontare con la maglia il territorio da cui provengo perché penso che sia migliore di altri, ma perché credo che ogni luogo abbia una storia che merita di essere raccontata. Genova è un posto davanti al mare, che per tanti anni il mare non lo ha visto, almeno fino alla realizzazione del porto antico così come lo vediamo oggi. Per tanti Genovesi il mare ancora oggi è lontano, nascosto da chilometri di strade difficili da percorrere, da tonnellate di cemento, da ponti crollati, da pregiudizi sociali. Il mare per molti è quasi un privilegio o un miraggio, ma, per fortuna, Genova ha anche le colline e basta arrampicarsi un po' e il mare è lì, dietro una curva, improvvisamente, per tutti.

Il filato che ho scelto per questo modello è A Stormy Blend (colore Ombra, per il grigio) e A Chic Blend (il panna) delle Lanivendole, un trio di donne che crea filati straordinari, filando, tingendo e manipolando fibre preziose, con attenzione alla filiera corta, alla sostenibilità, all'ambiente.

L'ispirazione musicale si deve al brano omonimo di Ivano Fossati, perché non si vive di solo De André e perché contiene uno dei versi più evocativi che abbia mai ascoltato, rispetto alla Liguria.
Scopritelo anche voi!

Il modello sarà presentato al corso a puntate che inizierà a Genova sabato 16 febbraio alle 10.30 (per informazioni, contattatemi via email) e, successivamente, sarà pubblicato su ravelry.



A Knitting Bear, 10 anni dopo

venerdì 11 gennaio 2019

A Knitting Bear nasceva 10 anni fa. Da quel giorno, il blog ed io abbiamo fatto tanta strada. Iniziai a scrivere, con ingenuità e passione, per trovare persone con cui condividere i risultati di quello che allora era solo un hobby e che poi, col tempo, e diventato il mio secondo lavoro (il primo, nel cuore).
Pattoz, uno dei miei primi modelli

Leggere oggi quel primo post ha un sapore strano, un po' come rivedere il diario del ginnasio, ma mi dà il senso vero di tutto il lavoro che ho fatto finora, e, cavolo, ne vale la pena.

Avevo appena imparato a fare i calzini, ora insegno ad altre assatanate tecniche particolari e, sopratutto, il coraggio di sbagliare e l'ambizione di fare sempre meglio.

La Scuola di Maglia dell'Orso,  è stato uno dei traguardi più belli di questi anni. Dal niente, dal timore di non riuscire a radunare un minuscolo gruppo per fare due chiacchiere, siamo riuscite a creare un gruppo folto, partecipato, coraggioso e competente, con legami che vanno ben oltre la passione comune per i filati.
Il prossimo anno ci aspettano altre sfide e, sopratutto un progetto incredibile, ancora tutto da inventare, perciò non perdiamoci di vista, il bello deve ancora venire!

Oggi festeggiamo insieme questo anniversario. Da parte mia vi offro uno sconto del 25% sui miei modelli, utilizzando il codice HAPPY10BEAR
valido fino a domenica a mezzanotte e vi invito a lasciarmi un ricordo, un messaggio, un fischio, quello che vi pare, per celebrare con me questa particolare occasione. 

Englishman In New York

lunedì 7 gennaio 2019

Il 2018 è stato un anno piuttosto produttivo, in temini di modelli scritti e pubblicati, ma anche di corsi e di traguardi raggiunti insieme alle amiche della scuola di maglia dell'orso. Uno dei lavori che mi hanno dato più soddisfazione è stato il cardigan Englishman In New York. Per questo sono molto felice di iniziare il 2019 con la pubblicazione su Ravelry proprio di questo modello.

In questo momento storico in cui sembra che l'importante sia semplificare, prendere scorciatoie, avere successo senza fare fatica, proporre un capo come questo, lavorato a pezzi e cucito con precisione, con una trama compatta e fitta, da uomo, quindi, per lo più, da realizzare in taglie grandi, poteva sembrare un azzardo e forse lo è stato, ma vedere i risultati delle allieve del corso è stato fantastico e non vedo l'ora di mostrarvi le foto dei loro risultati.




Il modello è disponibile su Ravelry

Englishman In New York è un cardigan che piace agli uomini perché è un classico vero, perché veste bene (non mi è venuto così alla prima, ho fatto due prototipi, disfando a ripetizione, per perfezionare la vestibilità), perché è rifinito con tutti i crismi. Non è molto originale? Vero, ma ha dettagli che lo distinguono e lo rendono interessante da fare e non resterà fermo nell'armadio, ve lo posso garantire (Ale ne ha due e li indossa entrambi volentieri).

Il filato è uno dei miei preferiti,  la Lettlopi della Istex. Si tratta di una lana islandese molto particolare, caldissima, leggera, con un'ottima resa, traspirante e idrorepellente. Non è particolarmente morbida (per usare un eufemismo), anzi, la mia amica Paola le definirebbe "un po' crudele", ma è per un capo da portare sopra una camicia o una t-shirt a maniche lunghe, non certo sulla pelle. Dettaglio da non trascurare: ha una cartella colori notevole, ce n'è davvero per tutti i gusti.

L'ispirazione musicale? Sting, ovviamente, perché la canzone era perfetta per un capo così sobrio e inglese e perché chi, più di Alessandro, potrebbe essere definito un "Legal Alien?"

Sempre più difficile

mercoledì 2 gennaio 2019


Negli ultimi tempi mi è diventato difficile trovare il tempo di scrivere qualcosa qui. Il lavoro a maglia, sia per quanto riguarda la realizzazione dei capi, sia, soprattuto, sul fronte corsi e attività legate alla scuola di maglia dell'orso è aumentato e faccio fatica a ritagliarmi spazi per altre attività, ma sono troppo affezionata a questo luogo virtuale per abbandonarlo del tutto.

In questi giorni di festa, riesco, per fortuna, a ritagliarmi un po' di tempo per aggiornare il blog con le ultime novità: le foto degli ultimi modelli, fatte al mare, con la nuova reflex (grazie Ale!), le date dei prossimi stitch'n'bitch ursini, l'editing del prossimo modello che uscirà nei prossimi giorni.

Date un'occhiata alle foto e agli aggiornamenti delle varie pagine del blog e, spero, a presto!

Un controluce per Il Cielo D'Irlanda

Il modello è disponibile sulla mia pagina Ravelry, a questo link: https://www.ravelry.com/patterns/library/il-cielo-dirlanda

Nei prossimi giorni uscirà anche il mio nuovo cardigan destinato agli uomini. Si chiamerà Englishman In New York ed è stato realizzato con successo anche dalle mie allieve della scuola Ursina (nei prossimi giorni vi mostrerò anche i loro eccellenti risultati!).

Pupazzetti da Brrrrividi, per Natale

martedì 6 novembre 2018

Lo so, non scrivevo da una vita. Chi mi conosce sa che, in questo periodo la mia vita è frenetica e trovare il tempo per aggiornare il blog è diventato davvero difficile. C'è il lavoro a scuola, ci sono i nuovi modelli da preparare, il nuovo romanzo di mio marito Alessandro da promuovere in giro per l'Italia, i miei corsi. Insomma, tornare qui non è stato facile, ma desideravo farlo e, entro certi limiti, volere è potere!

Oggi poi è un'occasione speciale, perché ho appena pubblicato un modello che mi piace troppo: finalmente torno a proporre dei pupazzi!

Questi tre sciagurati hanno fatto la loro prima comparsa durante un divertentissimo e un po' folle workshop natalizio, lo scorso anno, alla scuola di maglia ursina di Fili Trame e Colori (a Genova) e ora è il momento di presentarli al grande pubblico di internet.
Li trovate su Ravelry, a questo link: Knitmare Before Christmas



Sono perfetti per decorare l'albero di Natale (io, per esempio, ho la mania di realizzare una nuova decorazione ogni anno) o da regalare agli amici, o da usare come segnaposto la sera della vigilia, sono divertenti e veloci da realizzare e vi permetteranno di esercitare la vostra creatività, realizzando accessori personalizzati con piccolissimi avanzi di lana (lo so che avete quei gomitolini minuscoli imboscati da qualche parte...).

Ora vi saluto, alla prossima!

Cool Bearing

venerdì 9 febbraio 2018

Non vedevo l'ora di scrivere questo post e poi mi sono dimenticata di farlo.  La mia testa ha un sacco di pensieri che girano al suo interno e me lo sono svanito... Avevo una gran voglia di festeggiare quello che per me è un successo, ma non mi sento a mio agio in questi panni. Preferisco far parlare le immagini, il mio maglione più ursino di sempre, fotografato su uno degli sfondi più belli che abbia mai visto, tra le casette dei pescatori norvegesi, disponibile gratuitamente per tutti, sulla mitica Knitty, la rivista online che ha cambiato il mio modo di vivere la maglia. Se volete provare a farlo (per ora solo in inglese), lo trovate a questo link




Per qualche mese sarà disponibile solo in inglese, in seguito pubblicherò anche la versione in italiano.



Finisco con un grosso grazie ad Alessandro, per il supporto morale per la pazienza (vi assicuro che non sono tanto simpatica da fotografare) e alla redazione di Knitty, che ha scelto il mio modello (yeeeee!)







Brrrrr

lunedì 20 novembre 2017

Avete già conosciuto i tre pupazzi più freddolosi del web? Sono Brrrrando, l'omino di neve, Brrrenda, la renna e Brrrruno l'orso (ovviamente). Se volete incontrarli di persona e magari farne dei replicanti tutti per voi, venite al mio prossimo corso, domenica 3 dicembre, presso l'associazione Fili Trame e Colori (vico S. Cristoforo 9 - zona via Balbi - Genova P.zza Principe) dalle 10.00 alle 18.00.

Oltre ad essere molto simpatici e perfetti per decorare l'albero o fungere da segnaposto per le vostre feste, possono essere una graziosa idea regalo e vi permetteranno di imparare diverse tecniche, come l'avvio pinhole (utilissimo per iniziare i cappelli top down, tra le altre cose), la lavorazione delle piccole circonferenze con il gioco di ferri, l'icord e di entrare nel mondo dei miei famigerati pupazzi con la faccia da delinquente (vi ricordate i Real Martians?) e di provare a creare un soggetto personalizzato secondo la vostra fantasia.

L'iscrizione al corso (che avrà un costo di 45 euro), comprenderà un kit con il modello per tutti e tre i pupazzi e il materiale per realizzarli, dovrete portare con voi solo un gioco di ferri da 3.00 o 3.50 mm (questo solo se avete la mano molto stretta).
I posti sono limitati, se desiderate altre informazioni o volete prenotare la vostra iscrizione, scrivetemi all'indirizzo aknittingbear@gmail.com


Mettiamoci una pezza

giovedì 26 ottobre 2017

Spesso mi rendo conto di essere quasi patologica, ma non posso farci niente, tendo ad affezionarmi alle mie cose, soprattutto ai miei maglioni. Anche il mio orso marziano è come me, forse peggio, per questo ho una certa pratica nell'attaccare toppe ai suoi pullover da ufficio, che tende a rovinare facilmente, per via dell'attrito con la scrivania.

L'ultimo paziente è stato un maglione che piaceva molto a tutti e due, lo possiede da moltissimo tempo (più di 15 anni) e quando la manica si è ridotta così...







Ho dovuto prendere una decisione: o la pattumiera o la toppa! Il pullover è azzurro melange, ma ha un colletto doppio, con l'interno grigio perla, così ho scelto, con l'aiuto di Rita, della Fonte della Lana (via Galata, Genova) un filato perfetto per il mio lavoro: Origin di Sesia


A questo punto non mi restava che realizzare le toppe, cercando di dargli una forma ovale. Per questa volta, vista la sobrietà dei gusti del marziano, ho deciso di fare un lavoro super semplice, tutto a maglia rasata con un piccolo bordo a legaccio, ma, in futoro, conto di sbizzarrirmi con fantasie Fair Isle, punti a rilievo ecc.

Ecco le istruzioni per farle:

NB: 1aum = un aumento (io ho avviato ogni volta una maglia a nuovo, col pollice, ma potete scegliere il tipo di aumento che preferite)
ppdir = passa 2 m una alla volta dal ferro sin al dx, lavorale insieme a diritto (1 diminuzione)
2insdir = lavora 2 m insieme a diritto (1 diminuzione)

Con un paio di ferri da 3,50 mm (o un ferro circolare)
Avv. 5 m lasciando una coda di 50 cm (servirà per cucire la toppa)
F1: 1dir, 1aum, 3dir, 1aum, 1dir (7 maglie)
F2: 1dir, 1aum, 5dir, 1aum, 1dir (9 maglie)
F3: 1dir, 1aum, 7dir, 1aum, 1dir (11 maglie)
F4: 2dir, 9rov, 2dir
F5: 2dir, 1aum, a dir fino a 2 m dalla fine, 1aum, 2dir (13 maglie)
F6: 2dir, a rov fino a 2 m dalla fine, 2dir

Ripetere i F 5 e 6 per altre 6 volte (in totale avrete 25 maglie)

F19: a dir
F20: 2dir, 21rov, 2dir

Ripetere i F 19 e 20 fino al F 40

F41: 2dir, ppdir, a dir fino a 4 m dalla fine, 2 insdir, 2dir (23 maglie)
F42: 2dir, a rov fino a 2 m dalla fine, 2dir

Ripetere i F 41 e 42 per altre 8 volte (tot. 11 maglie)

F55: come il F41 (9 maglie)
F56: 1dir, 2insdir, 3dir, ppdir, 1dir (7 maglie)
F57: 1dir, ppdir, 1dir, 2insdir, 1dir (5 maglie)
F58: intrecciare (chiudere) tutte le maglie.

Laciare le code dove si trovano e fare un'altra tppa identica. Lavare e far asciugare in forma, con degli spilli, su una superficie piana.

Ed ecco il risultato


Per attaccarle al maglione, prendete bene le misure, perché devono essere cucite in modo simmetrico. Fissatele alle maniche con degli spilli e poi cucitele in posizione, con la coda del filato a punto indietro, lungo il margine a legaccio del bordo, senza prendere le creste del legaccio (così la cucitura risulterà invisibile). Infine cucite anche lungo l'asse centrale della toppa, per fissarla al maglione in modo che non si muova troppo), sempre a punto indietro, come vedete nella foto. Anche in questo caso la cucitura sarà invisibile.




Nell'ultima foto potete osservare come il filato delle toppe si abbini all'interno del collo del maglione (grazie Rita!).

Alcune considerazioni finali: 
1) questo lavoro a qualcuno potrà sembrare una perdita di tempo, ma, se considerate la quantità di rifiuti tessili che produciamo, tutto sommato le due ore o tre ore che servono a realizzare queste toppe, salvando un capo dalla discarica, non son poi tutto questo spreco. 
2) le toppe possono essere anche un rimedio creativo, se, diversamente da come ho fatto io, ne realizzerete di colorate o con motivi a rilievo.  Potrebbe essere un progetto simpatico per imparare una nuova tecnica e darete un tocco personale a un maglione molto semplice.
3) le toppe sono un buon motivo per non cestinare i gomitoli non interi che vi avanzano finito un maglione.

Alla prossima!

Settembre, andiamo!

mercoledì 30 agosto 2017

Tutta l'estate è trascorsa senza neanche un aggiornamento sul blog, brava orsa. Confesso che ho avuto tanto da fare, tutti progetti da preparare, ma che ancora non posso mostrarvi nella loro interezza, perciò ho avuto poco da scrivere. Tra un lavoro e l'altro, c'è stato anche un bellissimo viaggio in Scandinavia, di cui vi racconterò nel prossimo post.

Per ora, vorrei darvi il bentornato (per chi è già al lavoro o a casa), e aggiornarvi sulle prossime iniziative mie e dell'associazione Fili Trame e Colori.

La Scuola di Maglia dell'Orso riapre i battenti e presenta i suoi programmi insieme a tutti gli eventi di Fili Trame e Colori venerdì 15 settembre alle 18.00, con un aperitivo in maglia. Durante l'evento sis lavorerà insieme, si gozzoviglierà (come al solito), chi vuole potrà rinovare l'iscrizione annuale all'associazione e vi racconteremo i nostri progetti per la stagione.

La prima parte del nostro programma


Domenica 17 settembre (dalle 10.00 alle 17.00) sarò da My Emy, VIA ROMA 13, 18010 Santo Stefano al Mare (IM), per presentare il mio nuovo modello, Orinoco Flow, un pullover top down raglan con un motivo intrecciato un po' particolare sulle spalle. Il filato che ho scelto per questo pullover è Cotton Yak, di Concept by Katia (da provare assolutamente), perfetto per la mezza stagione. Per informazioni e iscrizioni: 0184 480248

Un particolare di Orinoco Flow
Vi aspetto! Alla prossima

S. Francisco

mercoledì 21 giugno 2017

 
 
Sabato 24 giugno, l'orsa si sposterà nella capitale (marziani al seguito) per un workshop organizzato da Berta Filava. 
Sono molto curiosa e felice di visitare finalmente questo negozio, che ha appena compiuto in anno e che, da quanto ho visto online, promette molto bene. Qualche mese fa ho conosciuto Roberta, la titolare, durante uno stitch'n'bitch voluto e organizzato dalle admin del gruppo SferruzziAmo, Antonella, Danila e Rosanna, a Vado, in provincia di Savona e, nel cercare un progetto da presentare nel suo negozio, abbiamo pensato innanzitutto alle temperature torride che in estate si raggiungono a Roma.
Doveva essere un capo fresco, da mettere la sera, perché di giorno ti leveresti anche la pelle. Un coprispalle in cotone era la strada giusta. 
Mi sono fatta ispirare dalle ultime tendenze, che vogliono maniche a campana e un tocco boho chic e mi è partito l'earworm all'istante.

"If yuo're going to San Francisco
Be sure to wear some flowers in your hair..."
S. Francisco (Scott McKenzie)

Il caso vuole che in questi giorni ricorrono i 50 anni della "Summer of Love", l'evento che radunò migliaia di hippie in California a partire dal 16 giugno 1967, all'insegna della pace, dell'amore e della gentilezza e questa canzone ne fu la colonna sonora. La coincidenza era troppo gustosa.

San Francisco è un coprispalle un po' hippie e un po' chic. Starà a voi dargli un'anima, scegliendo i colori, indossandolo con un abito a fiori o su una mise più minimal o addirittura su jeans e top, per un look più sportivo. Per il mio modello ho scelto Flora Paillettes di Sesia, un filato fresco, sottile, ma non troppo ostico da lavorare. La composizione è tutta naturale, se si fa eccezione per le centinaia di minuscole paillettes che lo illuminano, senza far scadere i vostri capi nel pacchiano. Io ho scelto un blu sobrio, molto genovese e adatto al mio stile essenziale, ma lo vedo molto bene in colori floreali, per chi ama osare con scelte cromatiche più estive.

La costruzione del coprispalle è un piccolo puzzle. Le due maniche sono lavorate in tondo, poi si passa alla lavorazione in piano della schiena e del raglan. A questo punto si uniscono le due metà, si riprendono tutte le maglie lungo l'apertura e si lavora la parte inferiore della schiena a ferri accorciati.

I dettagli sono semplici, ma presenti, affinché il lavorare sia divertente, permetta di imparare o consolidare tecniche e il risultato sia sobrio, ma curato.

Vi aspettiamo a Roma, in via Poggio Ameno, 33. Per i dettagli, contattate Berta Filava: 06 5422 5357 oppure info@bertafilava.it

Here Comes The Sun, forse

mercoledì 26 aprile 2017

Here comes the sun è uno dei miei brani preferiti. Nell'ambito della discografia dei Beatles contende il primato a Black Bird. Se conoscete i testi delle due canzoni capirete il perché; si parla di un inverno solitario che finisce, di imparare a volare, anche con le ali spezzate, sono parole che aiutano a ritrovare l'ottimismo e che mi hanno fatto sentire di averlo ritrovato, dopo un periodo molto difficile (chi mi conosce sa di cosa sto parlando, agli altri risparmio la noia delle mie passate sciagure).








I giorni di fine marzo sono stati bellissimi, sembrava già arrivata la primavera (adesso non si direbbe) e mi è venuto spontaneo disegnare un top in tono con questo stato d'animo, col sole dentro e fuori.

Here Comes The Sun ci parla di belle giornate e di libertà, e si presta ad essere indossato con facilità da tutte. Ha uno scollo a V non troppo profondo e un dettaglio molto femminile: la sciarpina da portare allacciata o sciolta, per dare al capo la vostra impronta personale. Il filato che ho scelto è Cotton Cashmere di concept by Katia. Lo avevo già utilizzato per il mio cardigan Pink Panther Theme e l'ho scelto di nuovo perché è bellissimo e resistente, oltre che piacevole da lavorare (il che, quando sferruzzi, 6 o più ore al giorno tutti i giorni non è trascurabile).

Il modello, creato in esclusiva per Le Magie di My Emy (Via Roma, 13 - S. Stefano Al Mare IM), è stato presentato durante il ws del 23/4 a S. Stefano al Mare, un bel borgo della Riviera dei Fiori . Nei 12 mesi successivi, chi non ha potuto partecipare al ws, potrà acquistare il modello, insieme al kit per realizzarlo, in diverse varianti di filati estivi, da My Emy. Per acquistare il kit, contattate Emy tramite il sito o la sua pagina Facebook




Il corso del 23 aprile è stato molto divertente e affollato, c'erano anche i Real Martians (i miei Marziani terribili), che hanno colto l'occasione per abbuffarsi, fiondandosi sul favoloso buffet allestito da Emy e Antonella. Come sempre sono stata molto bene e ho avuto la possibilità di conoscere nuove amiche e di rivederne altre che conoscevo già, oltre a quella di palpeggiare tanti filati e ipotizzare nuove combinazioni per i prossimi modelli...

Pincha Shawl e le matasse variegate

lunedì 27 febbraio 2017

Devo amettere che, nonostante ne abbia sempre subito il fascino, le matasse variegate per me sono sempre state difficili da utilizzare. Questa, in particolare, riposava da tre anni esatti nel mio cesto da lavoro. L'avevo comprata a un evento molto bello, La maglia nel Piatto, organizzato dalla mia amica Natascia Sartini nella bibilioteca di Piatto (BI). Oltre ai corsi di Natascia e mio, l'evento aveva ospitato la conferenza sulle fibre di Alice Twain e un banco con le matasse tinte a mano da Elbert Espeleta e io non avevo resistito alla tentazione di acquistare un paio di quelle matasse. 

Da notare la scritta sul telo : )

Poi niente, nessuna idea per utilizzarle, fino all'incontro fatale. Alcuni giorni fa stavo cercando un progetto rilassante da fare per recuperare un po' di energia tra un modello e l'altro, erano anni che non realizzavo un capo che non fosse ideato da me e ne sentivo il bisogno, e mi sono imbattuta in questo progetto: Pincha Shawl su Knitty Summer 2016. L'autrice dice che questa sciarpa è valorizzata proprio dai filati variegati. Variegati? Mi si è accesa la lampadina, sono andata a acercare, a colpo sicuro, la caciotta che avevo fatto con la matassa di Elbert ed è stato subito chiaro che l'abbinamento con quel modello sarebbe stato perfetto.

A me ricorda molto l'effetto dei tessuti e delle maglie di Missoni
Cosa ne pensate? I cambi di colore ravvicinati e la varietà di sfumature sottolineano l'effetto piume di pavone creato dai ferri accorciati e creano un  motivo a zig-zag molto interessante. Questo mi dimostra una volta di più che per ogni tipo di filato c'è il giusto utilizzo e anche che non tutti i filati sono adatti a qualsiasi progetto. A volte è meglio aspettare due o tre anni per evitare di sprecare un filato e il tempo dedicato alla realizzazione di un manufatto che non ci piacerà e che non utilizzeremo volentieri.

Morale? Se avete una matassa molto variegata, fatevi un Pincha Shawl di Pinpilan Wangsai, il relax è assicurato, come l'effetto wow.

Singing In The Rain

lunedì 20 febbraio 2017

Nelle scorse settimane ho pubblicato il modello Singing In The Rain, un cardigan top down contiguous che avevo presentato in anteprima, lo scorso autunno, da Le Vie Della Lana (Via S. Martino della Battaglia - Chiari BS) di Alessia Vago. Fino ad ogi non ero riuscita a scrivere un post per raccontarvi questo modello, a cui tengo moltissimo, perché il periodo è stato densissimo di impegni, ma oggi voglio rimediare.

Un dettaglio del motivo traforato


Singing In The Rain si chiama così perché è un cardigan per la mezza stagione e nella mezza stagione piove, è risaputo, piove e fa freschetto e un cardigan ci vuole. Se poi il cardigan è stiloso ed è caldo, morbidissimo e leggero come una piuma, grazie a un filato eccezionale, possiamo proprio uscire tranquille, cantando, senza dimenticare l'ombrello, perché presto o tardi pioverà.

Il modello su Ravelry
Il filato è una new entry tra i miei preferiti, si chiama Cashmere 30 e fa parte della collezione Concept di Katia.Oltre ad essere straordinariamente morbido e leggero, è un filato corposo e non molliccio e ha una resa eccezionale (per una taglia S ne bastano 250 gr) ed è resistente, se considerate che ho disfatto lo sprone 6 o 7 volte e non ne ha risentito minimamente. La cartella colori è classica, molto interessante soprattutto sui neutri, ma c'è anche un blu notte che è la fine del mondo (se non avete problemi di vista).

Come sempre sono stata molto felice e fiera di vedere i risultati del lavoro delle mie tester (Barbara, Chiara, Gianna e Ioana) e delle allieve che hanno partecipato al workshop da Le Vie della Lana.

Se volete cimentarvi anche voi, il pattern è in vendita nel mio Ravelry Shop a questo link e, per chi vive nei dintorni di Genova, ad aprile inizierà il corso a puntate per realizzare il cardigan con me e con la banda della scuola di maglia ursina, in collaborazione con Fili Trame e Colori. Il corso prevede 4 lezioni da due ore ciascuna a cadenza quindicinale, per dare il tempo alle allieve di fare i compiti e giungere alla lezione successiva pronte per affrontare un nuovo passaggio e magari imparare o approfondire una nuova tecnica. In questo corso affronteremo tanti argomenti interessanti, di livello medio avanzato: la costruzione top down contiguous (secondo il metodo di Susie Myers), la ripresa delle maglie, il posizionamento e la realizzazione delle asole. Se poi non riuscirete a terminare il cardigan nel corso delle 4 puntate, grazie poi agli incontri mensili gratuiti, i nostri stitch'n'bitch, non rimarrete sole col vostro maglione incompiuto, perché le compagne ed io saremo lì per darvi una mano se sarete in difficoltà. I posti a disposizione per questo corso sono molto limitati (ancora 3 o 4), se siete interessate a partecipare o ad avere informazioni, scrivetemi all'indirizzo: aknittingbear@gmail.com

Singing In The Rain, senza testa, che è anche meglio!





Nuovi corsi, lavori incompiuti, e panda

giovedì 26 gennaio 2017

A breve, la scuola di maglia usina ripartirà con un nuovo corso, il corso a puntate per realizzare la giacca China Girl (e qui un pensiero va a Marina e al nostro momento di serendipity di sabato scorso, a Carate :-). La giacca è un vero e proprio capospalla, che userete sotto il piumino nei mesi più freddi e da sola in autunno e in promavera, sopra un pullover più leggero. Si tratta di un capo lavorato dal basso verso l'alto, in un unico pezzo fino agli scalfi, i davanti sono poi separati dal dietro per poi unire le spalle e le maniche sono a giro, riprese dal giromanica e sagomate con i ferri accorciati. Le lezioni satanno 4, a partire da sabato 11 febbraio e dureranno 2 ore ciascuna. Per il corso ci sono ancora due o tre posti a disposizione, se siete interessate scrivetemi all'indirizzo che troavate nei contatti. Se invece vi piace il modello, ma volete farlo da sole o abitate troppo lontano, potete acquistarlo su Ravelry, a questo link.


Il corso per realizzare questa giacca partirà sabato 11 febbraio, rimangono un paio di posti disponibili

Ieri scambiavo considerazioni in chat con un gruppo di amiche della scuola e si parlava di lavori da finire, abbndonati al loro destino nei luoghi più disparati e mi sono accorta che comincio ad averne troppi: quattro maglioni, una stola, un monocalzino (Alice, è lo stesso tuo, potremmo metterci in società), uno scaldacollo. Un tempo avrei trovato questa situazione inaccettabile, sarei impazzita per finirli tutti in breve e mi sarei costretta a resistere alla tentazione di avviare un nuovo progetto prima di aver terminato gli altri.

A me però piace cambiare idea, se non è il momento di lavorare a un progetto, è inutile spaccarcisi la testa, se poi il progetto è lì a troppo tempo e proprio non lo volete riprendere, disfare è terapeutico. Detto questo, nel frattempo i maglioni da finire sono diventati tre, perchè ho terminato la manica del mio secondo Equinozio d'Autunno, in una versione modificata, senza i ferri accorciati sul retro, con il bordo inferiore a coste ritorte e con la falsa cucitura sui fianchi. La falsa cucitura è un'ottima soluzione per dare più stabilità ai capi lavorati in tondo e permette anche di piegarli con facilità. Questo video mostra come eseguirla, è in inglese, ma le immagini sono molto chiare.

Anche questo modello è in vendita su Ravelry: http://www.ravelry.com/patterns/library/equinozio-dautunno



I panda sono quelli di Hiya Hiya, da qualche anno i loro ferri sono i miei preferiti. Sono perfetti nella giuntura tra punta e cavo, non si svitano facilmente come altri e  i cavi sono molto flessibili. Un'altra caratteristica che me li fa apprezzare sono le custodie e le borsine porta lavoro in tessuto, molto graziose e resistenti e poi ci sono i panda, da orso non posso non amare questi chiudi cavo a forma di orsetto che sferruzza un calzino colorato, indispensabili quando si lasciano delle maglie in sospeso su un cavo. Un paio di giorni fa ho ricevuto questi campioni e ho subito provato gli aghi, per finire il mio Equinozio d'Autunno. La punta piegata è comodissima per nascondere le code sul retro, anche questi saranno un mai più senza!





Don't Give Up

giovedì 12 gennaio 2017

In un periodo da buoni propositi, come quello di inizio anno, questo titolo calza a pennello: Don't Give Up è una bella canzone (Peter Gabriel e Kate Bush 1986 ), un'esortazione (non arrenderti) che mi rappresenta in pieno, soprattutto perché ho la testa dura e poi perché, ogni tanto, ho bisogno di ricordarmene.

Don't Give Up è anche il titolo del mio ultimo modello, non lo è a caso, perché con questo maglioncino è stata una lotta stile Highlander, dal principio (l'ultima stesura delle istruzioni porta il n. 7!), ma alla fine, Orsa - Pullover 2-0: il modello è pronto e sarà presentato con un Workshop esclusivo presso Unfilodi Knithouse, a Carate Brianza, sabato 21 gennaio.




Il maglioncino ha una linea leggermente svasata, un motivo centrale di foglie stilizzate ed è lavorato in un solo pezzo dall'alto verso il basso con il metodo top down contiguous ideato da Susie Myers. Per il workshop verranno creati degli appositi kit personalizzati, da scegliere prima dell'evento, con un filato semisolido, con delle delicate sfumature di colore, merino 100%, adatto da portare anche in primavera. Il modello non sarà pubblicato su Ravelry nei prossimi mesi, perciò il 21 gennaio sarà un'occasione unica per realizzare insieme questo pullover. Spero che vi piaccia quanto piace a me e di vedervi sabto 21 gennaio a Carate, in Knithouse! I biglietti per la partecipazione al workshop sono in vendita nel box office di Unfilodi.

L'autunno dell'orso

venerdì 4 novembre 2016

L'orso in autunno si prepara al letargo, di solito, ma, a parte il fatto che qui fa ancora troppo caldo per pensare di addormentarsi, nella tana della vostra orsa c'è ancora molto da fare.
Lo scorso sabato ho fatto visita a Le Vie della Lana, in Chiari (BS). Alessia gestisce un bellissimo e ampio spazio e propone un'ottima selezione di filati. Abbiamo lavorato al mio ultimo modello, Singing in The Rain, in un ambiente rilassato e sereno. Vedere i cardigan uscire dalle mani delle allieve, nei diversi colori della catella di Cashmere 30 di Katia Filati (vi ho già detto quanto mi piace questo filato?), è stata una grande soddisfazione e mi sono divertita un mondo, nonostante la mia voce da zombie, per via del mal di gola.

Qui si lavorava
Qui si cazzeggiava coi Real Martians, mancano 3 persone, una che fotografava e due che si erano assentate (ciao Cristina, Elena e Stefania!)
Il mese di novembre sarà intenso quanto quello di ottobre, con l'uscita di due nuovi modelli, che aspettano solo di essere tradotti e fotografati, l'arrivo di una nuova richiesta di test e con un paio di eventi che sono molto felice di segnalarvi.

Il 26 novembre è previsto l'inizio del corso sui calzini, in collaborazione con l'associazione Fili Trame e Colori. Si tratterà di due lezioni della durata di 2 ore e mezza ciascuna, durante le quali affronteremo i segreti di uno dei grandi classici del lavoro a maglia. La prima puntata sarà dedicata all'avvio della punta e all'impostazione del tassello del tallone; durante la seconda, daremo forma al tallone. Per partecipare occorre saper lavorare in tondo, si utilizzerà la tecnica del magic loop o il gioco di ferri (i minicircolari si potranno usare, ma non dall'avvio del lavoro, perciò non li consiglio). Il numero di posti disponibili è 10, chi fosse interessat@, scriva a filitrameecolori[at]gmail.com oppure al mio indirizzo aknittingbear[at]gmail.com la seconda puntata del corso saà il sabato successivo (salvo esigenze diverse, da valutare al momento delle iscrizioni), la quota di partecipazione sarà di 40 €

Domenica 27 novembre invece, a partire dalle 15.00, vi aspettiamo per il nostro Stitch'n'Bitch mensile. L'incontro è gratuito e consiste in un pomeriggio di chiacchiere, lavori a piacere (l'ultima volta c'era anche chi ricamava, se non ricordo male), tè e biscotti. Vi aspettiamo presso la sede dell'associazione, in vico S. Cristoforo 11 (da via Balbi - Genova, zona Principe).

Singing In The Rain, nuovo modello, workshop e recensione filato

lunedì 10 ottobre 2016







Sabato 29 ottobre presenterò il mio nuovo modello, Singing In The Rain, a Chiari (BS), presso Le Vie della Lana, con un workshop che ci porterà ad esplorare i sentieri del metodo top down contiguous, che permette di realizzare maglie con le maniche a giro partendo dall'alto.


Perché Singing In The Rain? È grigio, ha dei buchini che ricordano gocce di pioggia, l'autunno è iniziato e porterà qualche pioggia. Che ci piaccia o no, è meglio affrontarlo con allegria, con una canzone in testa.

Il filato che ho usato è stato una vera sorpresa. Si tratta di Cashmere 30, di Katia Filati. Per realizzare il prototipo che vedete nelle foto, una taglia S dalla vestibilità attillata, ho utilizzato solo 225 gr di filato (9 gomitoli), perciò direi che la resa è ottima (ogni gomitolo pesa 25 gr e misura 94 mt.). Si tratta di un mix di fibre naturali (30% cashmere, 70% merino), è morbidissimo, ma resistente, molto resistente. Per darvi un'idea, ho dovuto disfare per ben 5 volte la prima parte dello sprone, perché non ne ero soddisfata e non si è rovinato per niente, è rimasto tale e quale. Si lavora coi ferri da 4 mm e dà un risultato compatto ma leggerissimo e caldo, può dare vita a capi eleganti, ma molto portabili, di quelli che non ci toglieremmo più e che vorremmo indossare tutti i giorni, comodi e belli... ok, me ne sono innamorata, lo ammetto. il problema è che adesso ne vorei subito fare un altro, mi sa che non resisterò, me ne seve assolutamente uno blu, o cammello... aiuto! Un grazie sentito ad Alberto Bana e Katia fIlati, che mi hanno permesso di provarlo e di realizzare questo nuovo modello.


Se volete partecipare al corso a Chiari, informatevi scrivendo a info@viedellalana.it o telefonando al n.  333/7532040. Il costo di partecipazione  è  di € 30

Il filato per la realizzazione del progetto dovra' essere acquistato in negozio e solo in occasione del workshop verra' applicato uno sconto del 20%.

Numero massimo di partecipanti: 12



Naturalmente Alessia, titolare el negozio, io e i Real Martians vi aspettiamo.