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Pincha Shawl e le matasse variegate

lunedì 27 febbraio 2017

Devo amettere che, nonostante ne abbia sempre subito il fascino, le matasse variegate per me sono sempre state difficili da utilizzare. Questa, in particolare, riposava da tre anni esatti nel mio cesto da lavoro. L'avevo comprata a un evento molto bello, La maglia nel Piatto, organizzato dalla mia amica Natascia Sartini nella bibilioteca di Piatto (BI). Oltre ai corsi di Natascia e mio, l'evento aveva ospitato la conferenza sulle fibre di Alice Twain e un banco con le matasse tinte a mano da Elbert Espeleta e io non avevo resistito alla tentazione di acquistare un paio di quelle matasse. 

Da notare la scritta sul telo : )

Poi niente, nessuna idea per utilizzarle, fino all'incontro fatale. Alcuni giorni fa stavo cercando un progetto rilassante da fare per recuperare un po' di energia tra un modello e l'altro, erano anni che non realizzavo un capo che non fosse ideato da me e ne sentivo il bisogno, e mi sono imbattuta in questo progetto: Pincha Shawl su Knitty Summer 2016. L'autrice dice che questa sciarpa è valorizzata proprio dai filati variegati. Variegati? Mi si è accesa la lampadina, sono andata a acercare, a colpo sicuro, la caciotta che avevo fatto con la matassa di Elbert ed è stato subito chiaro che l'abbinamento con quel modello sarebbe stato perfetto.

A me ricorda molto l'effetto dei tessuti e delle maglie di Missoni
Cosa ne pensate? I cambi di colore ravvicinati e la varietà di sfumature sottolineano l'effetto piume di pavone creato dai ferri accorciati e creano un  motivo a zig-zag molto interessante. Questo mi dimostra una volta di più che per ogni tipo di filato c'è il giusto utilizzo e anche che non tutti i filati sono adatti a qualsiasi progetto. A volte è meglio aspettare due o tre anni per evitare di sprecare un filato e il tempo dedicato alla realizzazione di un manufatto che non ci piacerà e che non utilizzeremo volentieri.

Morale? Se avete una matassa molto variegata, fatevi un Pincha Shawl di Pinpilan Wangsai, il relax è assicurato, come l'effetto wow.

Tinto a mano sì grazie

venerdì 4 aprile 2014

Per le laniste accumulatrici di gomitoli e matasse, i tintori indipendenti sono l'ultima frontiera. Dopo aver collezionato e utilizzato (ma solo in parte, mi raccomando) filati prodotti e tinti industrialmente per anni, viene la voglia di sperimentare qualcosa di diverso, unico perché artigianale, perché prodotto in piccole quantità e con amore per il risultato e per il procedimento stesso della tintura. Si potrebbe pensare che un oggetto del genere conservi ancora un po' della scintilla della creatività di chi lo ha tinto, e un po' della felicità che l'artigiano provava nel vedere i colori nascere e mescolarsi sotto i suoi occhi... volo troppo con la fantasia? Può essere, ma intanto andate a dare un'occhiata ai link che vi propongo e ditemi se ho torto.

Chiaroscuro, il negozio di Elbert, con le matasse multicolori che avete visto (e invidiato) nel post sulla giornata della maglia a Piatto.

Birdland in Aquilana, dall'eshop di Elbert

Janka Handmade & Hand Dyed, la bottega su Etsy della mia conterranea e amica Janka, una ragazza con la passione per i filati e per gli esperimenti con gli ingredienti naturali.

Questa è la sua lana per calzini, tinta con le vinacce di barbera.

E poi c'è Woollisa (il link porta al suo profilo su Facebook), qui trovate le foto dei suoi lavori sempre molto eleganti e raffinati

Ecco un esempio della sua produzione, in merino e seta.

Finalmente i filati tinti a mano cominciano a essere prodotti anche sotto casa, non abbiamo più scuse!

Piatto ricco...

martedì 25 febbraio 2014

Vi lascio concludere la frase e, in barba al dulcis in fundo, vi spiego con un'immagine anche il perché di questo titolo: guardate un po' in che razza di meraviglie abbiamo tuffato le nostre mani avide.

Notate la scritta sul telo!


Queste sono alcune delle matasse tinte a mano dal nostro mago del colore Elbert Espeleta, le altre ce le siamo portate a casa noi che, dopo le fatiche dei rispettivi corsi e dopo un lauto pasto a base di ottimi prodotti locali, pane fatto in casa, insalata di riso e torte di verdura della mia mamma, ci siamo tuffate nello shopping più sfrenato.

A seguire abbiamo assistito alla lezione di Alice Twain, a cui vanno i complimenti sia per i contenuti della conferenza, sia per la capacità di intrattenere con spirito e competenza (e grande capacità polmonare, aggiungerei) un pubblico numeroso e attento per quasi 2 ore.

Alice Twain in azione

Dei corsi non posso dire molto, non ho seguito quello di Natascia Sartini (perché contemporaneo al mio), ma le sue allieve sembravano entusiaste, mi sono divertita a tenere il mio workshop sulle finiture e ho trovato preparate e volenterose le mie corsiste, anche se alla fine eravamo tutte un po' provate perché abbiamo corso e perché le cuciture a punto maglia sono un argomento tosto, ma l'atmosfera era elettrica, piena di ottime sensazioni. C'era anche il sindaco di Piatto che ci scattava fotografie per documentare l'evento!

Devo ammettere che Piatto mi ha stupita: all'arrivo, la vista delle Alpi innevate alle spalle del paese, così vicine e ritagliate sul cielo più azzurro che possiate immaginare, è stata da colpo al cuore e insieme  all'accoglienza calorosa, come sempre, mi ha tolto ogni voglia di torrnare in città. Al di là degli aspetti romantici, la biblioteca che ha ospitato il nostro evento è uno spazio molto bello, grande, organizzato e con una gran vista sulla vallata.

Ringrazio con tutto il cuore chi c'era, le allieve per la loro attenzione e pazienza, il Comune di Piatto che ci ha ospitate, Alice Twain ed Elbert Espeleta che hanno accettato il nostro invito, Dea (attivissima nell'organizzazione), Stefania e la sua mamma (con cui abbiamo viaggiato piacevolmente), mia madre (anche e soprattutto per le torte) e Natascia, grande compagna di avventure maglierecce.


La maglia nel Piatto day

venerdì 17 gennaio 2014

A quanto pare devo tornare in provincia di Biella (e che peccato!).

Sabato 22 febbraio, a Piatto in provincia di Biella, ci sarà un evento dedicato alla maglia, organizzato dalla vulcanica Natascia Sartini e da me (anche se col ruolo di spalla!) in collaborazione con il Comune di Piatto, che ci permetterà di usare i suoi locali di Via Fretta, 1.



Piatto forte della giornata (noi orsi crediamo di avere un gran senso dell'umorismo) saranno i due corsi tenuti in mattinata a partire dalle 9,30 da Natascia (Lace experience, lo scialle triangolare) e da me (Finiamola! Le cuciture e le finiture nella maglia). Ma nel pomeriggio, a partire dalle 14.30,  sarà possibile assistere a un'interessante conferenza di Alice Twain di Maglia-uncinetto.it (ingresso gratuito) e chiacchierare con un bravissimo tintore di filati Elbert Espeleta, che sarà presente con le sue creazioni.

Il corso sulle finiture è praticamente esaurito, ma ci sono ancora posti per il corso sullo scialle lace (pochi!) e soprattutto c'è la possibilità di assistere alla conferenza e incontrare Alice ed Elbert con le sue magiche e coloratissime creature, e di conoscere Natascia e l'orso in persona. Scommetto che vi ho convinto!