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Corto circuito e rivoluzione

lunedì 18 maggio 2015

Mi capita di non riuscire proprio a tenere in mente certe cose. Ogni volta che devo richiamare certi concetti o certe nozioni, la mia mente si rifiuta di collaborare, tira calci come un mulo e mi lascia in braghe di tela. Per me è come se ogni volta ci fosse un corto circuito nell'impianto del mio cervello: cerco un dato, ma non lo trovo e devo andare a riguardare su un libro o su internet.  Una delle cose che non riesco mai a ricordare è dove vadano le asole nelle abbottonature da uomo e da donna. Non ce la posso fare. Anche adesso, che ho appena guardato su internet, ho un dubbio, per questo mi sono dovuta fare un promemoria, che terrò qui sulla mia scrivania per sempre, nonostante la decisione drastica che ho appena preso...

Non fate caso allo schizzo tremendo, è solo un altro promemoria al volo.


C'è una ragione storica per cui le asole nei capi da donna sono a destra e quelle nei capi da uomo sono a sinistra, forse la conoscete già (ne parlava un post di Maglia-uncinetto.it, un po' di tempo fa). Tra le classi abbienti, fino ai primi del Novecento, le donne erano solite farsi aiutare da una cameriera per vestirsi, mentre gli uomini, anche se si avvalevano della collaborazione di un valletto, si vestivano da soli. Per questo motivo, essendo più comodo per un destrimane avere i bottoni a destra e le asole a sinistra, le abbottonature erano diverse e speculari.

Sappiamo che fino a non molto tempo fa erano tutti destrimani per natura o per forza, perché la mano sinistra era considerata diabolica e maligna, perciò i bambini mancini erano forzati a scrivere e a compiere tutte le operazioni con la mano destra per non dispiacere a Dio. Questo però non vale ai giorni nostri, in cui, per fortuna, noi mancini siamo liberi di mancineggiare a nostro piacimento.

Unite i puntini: nel 2000 anche le donne si vestono da sole (veramente quelle che non avevano la cameriera anche prima), non tutti trovano più comodo allacciarsi le giacche con la destra. Cosa ne consegue? Pur comprendendo la tradizione e il fatto che la produzione industriale segua delle regole standard per confezionamento degli abiti, chi ce lo fa fare di mettere le asole e i bottoni in questo modo quando siamo noi stessi a realizzare il nostro cardigan? Nessuno.

Per questo motivo, anche se in passato l'ho considerato un errore (che ho commesso spesso, dato il mio brutto rapporto con la memoria e con la destra e la sinistra, che ho sempre confuso), d'ora in avanti metterò le asole a sinistra e indicherò, nei miei pattern, il motivo di questa scelta e le istruzioni per chi vuole metterle a destra per seguire la tradizione o perché non è mancina.

Alla prossima.
L'orso rivoluzionario del lunedì.

Ogni tanto ci ricasco

sabato 6 ottobre 2012

Nonostante tutti i miei buoni propositi di coltivare una sola attività: la maglia, per farlo bene, al massimo delle mie possibilità, ogni tanto ricasco nel mio vizio di divagare e non riesco a resistere alla tentazione di cambiare un po'. Di solito, quando mi punge l'uzzo di variare, mi dedico al Fimo o Cernit (li uso tutti e due) e mi metto a produrre bottoni, con la scusa che poi li userò per qualche fantomatico maglioncino (così il legame con lo sferruzzo salva la mia coscienza tormentata).

Ecco i miei ultimi risultati

Mi sono anche divertita a confezionarli con la mia faccia da orso e tutto il resto e quelli a forma di fantasma sono fosforescenti!       
E questi sono i miei preferiti.



Ricordi da Lisbona

venerdì 6 agosto 2010




Un pomeriggio d'agosto, diversi panetti di cernit e ricordi da un viaggio bellissimo di ormai 8 anni fa: Lisbona, mia sorella ed io, da sole, l'aria limpida, il cibo fantastico, uno o due bicchieri di Ginja.
Tutte le scuse sono buone per giocare con questa specie di pongo e questa volta ho fatto una serie di perline e bottoni ispirati alla mia capitale preferita.