Questi posti davanti al mare

martedì 29 gennaio 2019





Disegnare un modello è un processo lungo che parte dall'istante in cui un'idea si presenta (non sempre è il momento migliore). A volte l'ispirazione nasce da un'esigenza spicciola (non ho niente da mettere con quella gonna bordeaux, per esempio), altre da un'illuminazione, o da una visione che mi rallegra l'occhio, come un paesaggio o un edificio molto interessante, altre volte è il desiderio di raccontare qualcosa di più complesso, di costruire un progetto più grande.
Questo è il caso del mio ultimo modello. Questi Posti Davanti Al Mare è nato per essere il primo di una serie dedicata alla mia regione ed è fatto con un filato prodotto qui, a Genova, dalle Lanivendole. L'ispirazione di partenza è il Risseu, il mosaico di ciottoli di mare tipico dei sagrati delle chiese e dei giardini e dei viali delle ville liguri. Si tratta di un'arte che ha il suo sviluppo tra il XVII e il XVIII secolo, molto probabilmente influenzata dagli scambi commerciali dei mercanti genovesi con le regioni dell'oriente e dell'asia minore. I risseu possono rappresentare scene di vario tipo, animali esotici, vita quotidiana, figure mitologiche o semplici decori geometrici e simboli religiosi. Uno degli esempi più belli è quello conservato a Palazzo Reale, a Genova. Si tratta della ricostruzione ad opera di Armando Porta (il maggiore esperto contemporaneo di quest'arte) del risseu settecentesco del convento delle monache turchine, distrutto negli anni '60 del secolo scorso.
Il materiale usato per questi mosaici è il ciottolo, di mare per lo più, ma anche di fiume, in serpentinite (grigio o nero) o quarzo o calcite (bianco), più rari sono i risseu policromi che presentano elementi rossastri (diaspro) o verdastri (pietra di promontorio). Nelle foto potete ammirare il grande Risseu di Palazzo Reale.








Non ho pensato di raccontare con la maglia il territorio da cui provengo perché penso che sia migliore di altri, ma perché credo che ogni luogo abbia una storia che merita di essere raccontata. Genova è un posto davanti al mare, che per tanti anni il mare non lo ha visto, almeno fino alla realizzazione del porto antico così come lo vediamo oggi. Per tanti Genovesi il mare ancora oggi è lontano, nascosto da chilometri di strade difficili da percorrere, da tonnellate di cemento, da ponti crollati, da pregiudizi sociali. Il mare per molti è quasi un privilegio o un miraggio, ma, per fortuna, Genova ha anche le colline e basta arrampicarsi un po' e il mare è lì, dietro una curva, improvvisamente, per tutti.

Il filato che ho scelto per questo modello è A Stormy Blend (colore Ombra, per il grigio) e A Chic Blend (il panna) delle Lanivendole, un trio di donne che crea filati straordinari, filando, tingendo e manipolando fibre preziose, con attenzione alla filiera corta, alla sostenibilità, all'ambiente.

L'ispirazione musicale si deve al brano omonimo di Ivano Fossati, perché non si vive di solo De André e perché contiene uno dei versi più evocativi che abbia mai ascoltato, rispetto alla Liguria.
Scopritelo anche voi!

Il modello sarà presentato al corso a puntate che inizierà a Genova sabato 16 febbraio alle 10.30 (per informazioni, contattatemi via email) e, successivamente, sarà pubblicato su ravelry.



A Knitting Bear, 10 anni dopo

venerdì 11 gennaio 2019

A Knitting Bear nasceva 10 anni fa. Da quel giorno, il blog ed io abbiamo fatto tanta strada. Iniziai a scrivere, con ingenuità e passione, per trovare persone con cui condividere i risultati di quello che allora era solo un hobby e che poi, col tempo, e diventato il mio secondo lavoro (il primo, nel cuore).
Pattoz, uno dei miei primi modelli

Leggere oggi quel primo post ha un sapore strano, un po' come rivedere il diario del ginnasio, ma mi dà il senso vero di tutto il lavoro che ho fatto finora, e, cavolo, ne vale la pena.

Avevo appena imparato a fare i calzini, ora insegno ad altre assatanate tecniche particolari e, sopratutto, il coraggio di sbagliare e l'ambizione di fare sempre meglio.

La Scuola di Maglia dell'Orso,  è stato uno dei traguardi più belli di questi anni. Dal niente, dal timore di non riuscire a radunare un minuscolo gruppo per fare due chiacchiere, siamo riuscite a creare un gruppo folto, partecipato, coraggioso e competente, con legami che vanno ben oltre la passione comune per i filati.
Il prossimo anno ci aspettano altre sfide e, sopratutto un progetto incredibile, ancora tutto da inventare, perciò non perdiamoci di vista, il bello deve ancora venire!

Oggi festeggiamo insieme questo anniversario. Da parte mia vi offro uno sconto del 25% sui miei modelli, utilizzando il codice HAPPY10BEAR
valido fino a domenica a mezzanotte e vi invito a lasciarmi un ricordo, un messaggio, un fischio, quello che vi pare, per celebrare con me questa particolare occasione. 

Englishman In New York

lunedì 7 gennaio 2019

Il 2018 è stato un anno piuttosto produttivo, in temini di modelli scritti e pubblicati, ma anche di corsi e di traguardi raggiunti insieme alle amiche della scuola di maglia dell'orso. Uno dei lavori che mi hanno dato più soddisfazione è stato il cardigan Englishman In New York. Per questo sono molto felice di iniziare il 2019 con la pubblicazione su Ravelry proprio di questo modello.

In questo momento storico in cui sembra che l'importante sia semplificare, prendere scorciatoie, avere successo senza fare fatica, proporre un capo come questo, lavorato a pezzi e cucito con precisione, con una trama compatta e fitta, da uomo, quindi, per lo più, da realizzare in taglie grandi, poteva sembrare un azzardo e forse lo è stato, ma vedere i risultati delle allieve del corso è stato fantastico e non vedo l'ora di mostrarvi le foto dei loro risultati.




Il modello è disponibile su Ravelry

Englishman In New York è un cardigan che piace agli uomini perché è un classico vero, perché veste bene (non mi è venuto così alla prima, ho fatto due prototipi, disfando a ripetizione, per perfezionare la vestibilità), perché è rifinito con tutti i crismi. Non è molto originale? Vero, ma ha dettagli che lo distinguono e lo rendono interessante da fare e non resterà fermo nell'armadio, ve lo posso garantire (Ale ne ha due e li indossa entrambi volentieri).

Il filato è uno dei miei preferiti,  la Lettlopi della Istex. Si tratta di una lana islandese molto particolare, caldissima, leggera, con un'ottima resa, traspirante e idrorepellente. Non è particolarmente morbida (per usare un eufemismo), anzi, la mia amica Paola le definirebbe "un po' crudele", ma è per un capo da portare sopra una camicia o una t-shirt a maniche lunghe, non certo sulla pelle. Dettaglio da non trascurare: ha una cartella colori notevole, ce n'è davvero per tutti i gusti.

L'ispirazione musicale? Sting, ovviamente, perché la canzone era perfetta per un capo così sobrio e inglese e perché chi, più di Alessandro, potrebbe essere definito un "Legal Alien?"