In questo momento storico in cui sembra che l'importante sia semplificare, prendere scorciatoie, avere successo senza fare fatica, proporre un capo come questo, lavorato a pezzi e cucito con precisione, con una trama compatta e fitta, da uomo, quindi, per lo più, da realizzare in taglie grandi, poteva sembrare un azzardo e forse lo è stato, ma vedere i risultati delle allieve del corso è stato fantastico e non vedo l'ora di mostrarvi le foto dei loro risultati.
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| Il modello è disponibile su Ravelry |
Englishman In New York è un cardigan che piace agli uomini perché è un classico vero, perché veste bene (non mi è venuto così alla prima, ho fatto due prototipi, disfando a ripetizione, per perfezionare la vestibilità), perché è rifinito con tutti i crismi. Non è molto originale? Vero, ma ha dettagli che lo distinguono e lo rendono interessante da fare e non resterà fermo nell'armadio, ve lo posso garantire (Ale ne ha due e li indossa entrambi volentieri).
Il filato è uno dei miei preferiti, la Lettlopi della Istex. Si tratta di una lana islandese molto particolare, caldissima, leggera, con un'ottima resa, traspirante e idrorepellente. Non è particolarmente morbida (per usare un eufemismo), anzi, la mia amica Paola le definirebbe "un po' crudele", ma è per un capo da portare sopra una camicia o una t-shirt a maniche lunghe, non certo sulla pelle. Dettaglio da non trascurare: ha una cartella colori notevole, ce n'è davvero per tutti i gusti.
L'ispirazione musicale? Sting, ovviamente, perché la canzone era perfetta per un capo così sobrio e inglese e perché chi, più di Alessandro, potrebbe essere definito un "Legal Alien?"


