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Confessioni di una filatodipendente

sabato 23 febbraio 2013

Mi sono sempre ritenuta un plantigrado sobrio negli acquisti, naturalmente parsimonioso. Coerente con la mia provenienza genovese, non sono un'orsa dedita allo shopping e la mia carta di credito ha le ragnatele. Tuttavia ieri mi sono resa conto di avere accumulato, nel corso degli anni, una quantità di filati a dir poco spaventosa, più che altro in relazione al tempo che ho a disposizione per lavorarli.

Mi sono chiesta se non fosse il caso di organizzare un destash, di vendere qualche pezzo della mia collezione, ma l'avidità lanereccia ha avuto il sopravvento sul mio senso pratico: separarmi dai miei gomitoli (e matasse)? Certo che tutti quei bellissimi filati di ottima qualità inutilizzati nei cestoni gridano vendetta...

Tutta la riflessione si è svolta in un massimo di 3 secondi. Ok, devo sferruzzare più velocemente, è L'UNICA soluzione.

Una piccola parte della scorta, con Grizzly in azione


Comunicazione di servizio: forse non lo avete notato, ma questa mattina ho inaugurato una nuova pagina, dove raccoglierò i miei fototutorial man mano che li produrrò. Per ora ce ne sono solo due: quello sulle nappine e quello sull'orlo ripiegato, ma spero che col tempo la pagina possa arricchirsi e diventare sempre più utile. Se avete qualche richiesta, proponete pure spunti per nuove schede, cercherò di accontentarvi per quanto mi sarà possibile.

Stash diving

mercoledì 12 settembre 2012

Mentre cerco di finire per tempo il nuovo cardigan, un Sunshine on my shoulders (se non ve lo ricordate è quello nella foto, indossato dal mio modello preferito) in versione femminile e, udite udite, senza cuciture!






Mi concedo una pausa di riflessione sui filati da utilizzare per i nuovi pattern che ho in mente, perciò mi vado a tuffare nelle ceste della lana: è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo...

Ordine nella tana dell'orso

lunedì 1 agosto 2011


La tana dell'orso è molto piccola e fino a poche ore fa era pena di gomitoli e matasse che rotolavano fuori posto, sul divano, su pavimento del soggiorno e nei posti più inaspettati. Ora però lo stash ha una nuova casa: gli scaffali progettati e assemblati dall'altro orso che abita questa tana e dipinti e rifiniti dall'orsa medesima. I cesti, diversi tra loro sia per scelta estetica, sia per aiutarmi a ricordarne il contenuto, provengono da Ikea, i mobili no, sono assi di abete tagliate su misura e unite con viti lunghissime (non credevo che fossero necessarie viti di quelle dimensioni), perché quelli di Ikea erano troppo leggeri e traballanti per la dimora di un plantigrado... non ci andiamo troppo per il sottile con le zampe che ci ritroviamo!

Uno dei cesti contiene i lavori in corso e, quando serve, può essere portato vicino al divano per sferruzzare tranquillamente e poi tornare a posto senza che io debba fare la minima fatica per riordinare.