La sun bear collection è in vendita

martedì 14 dicembre 2010


Questo è un post promozionale per un progetto di solidarietà ursina, non è proprio bieca pubblicità, ma quasi. Vi avviso subito, così se non siete interessati potete smettere di leggere.

In un vecchio post vi ho parlato degli orsi del sole che stavo preparando per finanziare il Bornean Sun Bear Conservation Center. Ci sono voluti molti mesi di lavoro per realizzare gli orsi, i biglietti con le loro storie, per decidere come organizzare le spedizioni, determinare l'importo dell'offerta da versare per aggiudicarseli, ma alla fine ce l'abbiamo fatta.



Gli orsi in cerca di una nuova casa sono 18, alcuni sono già stati adottati. Sono disponibili ancora 2 orsi grandi e 8 orsi piccoli al costo di 30 e 25 $ (più 5$ di spese di spedizione). Per acquistare gli orsi, occorre versare il contributo sull'account paypal di Jeanette McDermott, fondatrice di Ursa Freedom Project, lo trovate sul suo sito
Se vi interessa saperne di più, andate su Ursa Freedom Project o mandatemi un messaggio tramite blogger, soprattutto per prenotare il vostro orso preferito.

Ringrazio chi ha letto lo spottone fino in fondo e chi vorrà contribuire a questa piccola iniziativa. Prometto che dal prossimo post tornerò a sferruzzamenti, ricette e rugli inconsulti.

and no religion too

venerdì 3 dicembre 2010


30 anni fa, la sera dell'8 dicembre a New York, moriva John Lennon.
A me non piacciono le icone, tendo a non essere mai fan di nessuno (anche se ho fatto uno strappo alla regola per Josè Saramago, lo confesso) perchè penso che tutti gli esseri umani abbiano difetti e magagne, tutti mangiano e si liberano delle loro scorie più o meno allo stesso modo, tutti ogni tanto fanno gli stronzi e i grandi personaggi non fanno eccezione.
Anche John Lennon a suo modo sarà stato un po' figlio di mignotta, infedele, dedito alla droga e chissà che altro, ma era una persona, nel mito ce lo abbiamo messo noi magari perchè ha scritto Imagine

Imagine there's no countries
it isn't hard to do
nothing to kill or die for
and no religion too

Magari perchè Mark Chapman gli ha sparato 4 colpi di pistola quella sera di 30 anni fa. John Lennon aveva da poco compiuto 40 anni.

Mercoledì 8 dicembre Genova lo ricorda in piazza De Ferrari alle 17,30 con una cantata corale diretta da Gianni Martini, storico chitarrista di Giorgio Gaber e presidente della scuola di musica Music Line (aderente all'arci) e accompagnata dagli allievi dei corsi di chitarra. L'evento è stato voluto dai Pacifisti Genovesi dell'ora di silenzio e da Music Line che lo hanno organizzato in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Genova.
Chi passasse da quelle parti è invitato a unirsi al coro, per celebrare John Lennon e per dire no a tutte le guerre.

Sono finiti in mutande, un po' di solidarietà

mercoledì 1 dicembre 2010


Sto ascoltando Radio Capital e il mio cuore ha un sussulto: l'11 e 12 dicembre il campionato si ferma per lo sciopero dei calciatori. Sento Massimo Oddo parlare di mobbing, trasferimenti forzati, condizioni di lavoro, diritti umani violati. Mi indigno. Possibile che un povero calciatore precario non possa scegliere la città in cui trasferirsi se la sua società non ha più bisogno di lui (magari perchè è solo un po' brocco, o perchè ha la piccola debolezza di andarsi strinare fino alle 3 in discoteca prima delle partite)?
Propongo una gara di solidarietà: troviamo un posto di lavoro a questi poveri disgraziati, così se sputeranno in faccia al loro datore di lavoro potranno avere l'opportunità di liberarsi dal contratto e trovare un lavoro migliore in un ufficio più bello e con uno stipendio più alto, come noi impiegati.

Piccolo appello a margine: ieri è stata rubata la Porsche di Zuculini, diciannovenne panchinaro del Genoa. Che ne dite, facciamo una colletta?

Metti un finocchio a cena

mercoledì 10 novembre 2010


Vi segnalo questa iniziativa perchè condivido l'idea che sia necessario esprimere dissenso nei confronti dell'omofobia del presidente del consiglio, e dei cittadini che sono d'accordo con lui. Sono sicura che sia meglio amare una persona sola, davvero, di qualunque sesso piuttosto che usarne 1000 per soddisfare desideri senili sorretti da pasticche colorate e conti bancari (all'estero) ipertrofici.
Seguendo il link troverete tutti i dettagli, l'elenco dei blogger che hanno voluto partecipare, una serie di ricette interessaanti, tutte a base di finocchio.

Buon appetito mr.B!

Della stabilità del governo

mercoledì 3 novembre 2010

Ogni tanto anche noi orsi ci occupiamo di politica, in questi ultimi mesi mi sono chiesta tante volte come mai questo governo, che non fa niente dallo scorso maggio (la finanziaria) continui a stare in piedi nonostante i dissidi, gli scandali e un presidente del consiglio a dir poco imbarazzante. Non voglio parlarvi di melma, di oche, ochine e ochette che vanno a bere alla fonte del re, nè di battute omofobe ormai oltre i limiti dell'idiozia, ma vi vorrei sgnalare questo articolo del Messaggero.it di ormai quasi un mese fa. Al contrario di quello che fa Silvio Berlusconi, vi consiglio di leggere i giornali, tutti i giornali: solo così possiamo sapere che ci sono oltre 100 senatori e oltre 200 deputati che, se la legislatura finisse prima del tempo dovrebbero rinunciare a una pensione da oltre 3000 euro (mentre i lavoratori devono sudare fino a 60 anni e più per prendere 4 spiccioli, finchè dura).
Domani torno a occuparmi di maglia, ma oggi mi prudono gli artigli.

Passa parola

domenica 17 ottobre 2010




Un'amica lanista quasi anonima (anzi la più lanista di tutte, visto che questa sindrome l'ha inventata lei), Ciami, ha lanciato un appello importante nel corso di questo mese dedicato alla prevenzione dei tumori al seno. Questa ragazza, che nel suo blog racconta la storia di sua madre e la sua esperienza accanto a lei nella lotta a questa malattia, ha avuto un'idea brillante e ci chiede il nostro contributo per realizzare e diffondere un libro di schemi di maglia e uncinetto da vendere per finanziare l'attività della Lilt (Lega italiana per la lotta ai tumori).

Se sei una designer di maglia o uncinetto, se puoi aiutare con traduzioni, impaginazione o altro, se hai idee per reperire sponsor, se hai un blog e puoi diffondere l'appello, vai su questo blog, e rispondi alla chiamata alle "armi" (probabilmente Ciami si riferiva a ferri e uncinetti) oppure aderisci direttamente su unite contro il cancro, il nuovo blog, creato appositamente per l'iniziativa.

La sardenaira

lunedì 11 ottobre 2010



In questo periodo non scrivo post su ferri e gomitoli, ma non ho smesso di lavorare (non ci posso neanche pensare): ho sui ferri dei progetti in incognito che voglio regalare a natale, quindi vi propinerò ancora un po' di ricette o di esperimenti col lievito madre.

Ieri ho fatto la sardenaira, una specie di pizza, ma ligure (di San Remo, per la precisione).

Per una teglia grande:
150 gr. di lievito madre
400 gr. di farina (metà tipo 0, metà manitoba)
sale (io ne ho messo un cucchiaino nella pasta e un pizzico nel condimento)
300 ml d'acqua
pomodori pelati (o polpa a cubetti), 1 lattina
olive taggiasche, una manciata
alici sott'olio, a piacere
uno spicchio d'aglio
una presa d'origano
olio evo
1 cucchiaino di malto di riso o d'orzo

Ho sciolto il lievito nell'acqua con un cucchiaino di malto e poi ho iniziato ad aggiungere la farina (un po' alla volta) e il sale. Ho impastato il tutto per 10 minuti sulla spianatoia, sbattendo ogni tanto la pasta sulla stessa, per favorire la lievitazione. Tracorsi i dieci minuti e ottenuta una pasta morbida ed elastica, l'ho messa a lievitare in una terrina infarinata e coperta da uno strofinaccio umido (all'interno del forno con la lampadina accesa) per 8 ore.
Passate le 8 ore ho preso la pasta, l'ho tirata con il mattarello e l'ho distesa sulla teglia (una teglia grande, 32x38cm, unta d'olio). L'ho condita con pomodoro e olio e l'ho lasciata riposare ancora un'ora vicino al forno acceso.
L'ho messa nel forno caldo a 250° e l'ho fatta cuocere per 10 minuti, quindi ho aggiunto anche le alici, le olive, l'aglio, l'origano e il sale e l'ho infornata di nuovo per altri 5 minuti, circa (sono andata un po' a occhio).

A noi è piaciuta molto, forse è venuta un po' troppo spessa, o magari avrebbe dovuto cuocere un po' di più, ma non sapeva per niente di lievito o di acido ed è molto più digeribile delle pizze tradizionali.
Il procedimento che ho usato è frutto di una contaminazione tra molte ricette che ho trovato su internet, questa per la pasta, altre per il condimento, però ho modificato tutto per adattare la ricetta ai miei gusti... come al solito.

Un primo da orsi

domenica 3 ottobre 2010



Oggi ci siamo fatti le ruote alla crema di fagioli, roba da orsi, ve lo assicuro, un po' perchè i possibili effetti collaterali non incoraggiano a cercare la compagnia, un po' perchè è un piatto nutriente, perfetto per prepararsi ai rigori invernali e al letargo. Questa ricetta è un classico in casa mia, proposta da mia madre e poi rivisitata con ancora più successo da mia sorella, rappresenta uno dei miei piatti preferiti perchè è un piatto vegetariano, gustoso, nutriente e veloce da fare.



Eccole qui:

Per 2 persone
200 gr. di ruote
1 scatola di fagioli borlotti
1 spicchio d'aglio
olio evo
alcuni cucchiai di passata di pomodoro
una spruzzata abbondante di birra chiara
3 foglie di salvia
sale e pepe

Passo i fagioli col passaverdura, faccio scaldare l'olio, l'aglio e la salvia in una pentola di coccio e aggiungo la purea di fagioli. Mescolo per qualche secondo, poi aggiungo il pomodoro (passata o concentrato) e un po' di birra. Lascio sfumare la birra, aggiusto di sale e spengo.

Il sugo è pronto. Prima di condire la pasta, se è troppo asciutto lo ammorbidisco con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta.

Nella foto vedete una versione senza pomodoro, è buona lo stesso, ma con la passata il colore è migliore e anche il gusto ci guadagna.

Panfocaccia alla salvia

giovedì 30 settembre 2010


La lievitomania prosegue. Dal momento che il mio lievito sembra intenzionato a sopravvivere, nonostante le mie paure iniziali, ieri ho fatto un altro esperimento. Indecisa tra le ricette disponibili in rete e condizionata dai miei dubbi e timori di compromettere il delicato processo di lievitazione, ho tentato un compromesso ed è venuto fuori questo panfocaccia alla salvia. Non sono un'esperta, quindi vi suggerisco di non prendere questa ricetta come oro colato, è solo il resoconto della mia esperienza, che ha avuto un esito fortunato:

200 gr. di lievito madre
250 gr. di farina manitoba
150 gr. di farina di grano tenero tipo 0
250 gr. di acqua tiepida (uo l'acqua depurata, ha meno calcare)
1 cucchiaio di malto di riso
1 cucchiaino di sale
3 o 4 rametti di salvia essiccata
1 cucchiaio di olio evo

Sciolto completamente il lievito nell'acqua, ho aggiunto malto e olio e poi le farine un po' la volta, mescolando, col sale e la salvia sminuzzata. Ho impastato tutto sulla spianatoia per circa 15 minuti, fino a che la pasta non ha avuto una consistenza morbida ed elastica, sbattendola ogni tanto sulla tavola, cosa che dicono favorisca la formazione della maglia glutinica. Ne ho fatto una palla, l'ho messa in una terrina infarinata e l'ho incisa con due tagli incrociati, l'ho cosparsa con un po' di farina e l'ho messa a lievitare nel forno chiuso, con la lampadina accesa e coperta da uno strofinaccio umido (sarebbe bene usare uno strofinaccio lavato senza ammorbidente).

Ho iniziato alle 8,00 di mattina, poi sono andata a lavorare lasciando tutto lì dov'era e alla sera sono tornata alle 19. Mio marito mi ha chiesto se avevo messo l'impasto a lievitare in una terrina... io i sono spaventata perchè credevo che fosse uscito dal forno. In realtà la cosa era più contenuta, ma la lievitazione aveva portato la pasta a gonfiare ben oltre i bordi della sua ciotola.

Ho acceso il forno al massimo, in modalità ventilata, ho preso la pasta che, tirata fuori dalla terrina si è sgonfiata un bel po'. Temendo di fare danni, ho evitato di reimpastarla e mi sono limitata a disporla in una teglia rotonda unta d'olio evo. L'ho lasciat lievitare ancora un'ora circa nella teglia, sempre coperta dallo strofinaccio umido.
Prima di metterla in forno ho condito la superficie con un filo d'olio evo (non ho aggiunto sale extra per necessità, ma ci starebbe bene). L'ho lasciata dentro per mezz'ora, poi l'ho tirata fuori ed era pronta.
L'ho trovata molto buona, soprattutto quando era ancora calda, ma non è male neanche il giorno dopo. La pasta è leggera e non si sente nessun sapore di acido.

Il lievito diventa pane

domenica 26 settembre 2010

Il lievito è ancora vivo, anche se non ci avrei mai creduto. Dopo 7 rinfreschi è finito nel frigo, si è meritato un nome ufficiale ed è diventato pane.
Oggi dal nostro forno è uscito il primo pane commestibile che sia mai riuscita a produrre. Non è eccellente, non sapevo quale procedimento usare, mi sono rifatta ad alcune ricette trovate online e alle istruzioni di Consy.

Ecco come si presenta:



Per questa volta ho usato solo farina Manitoba, acqua, malto di riso, lievito madre e sale, ma spero di riuscire a sperimentare altri ingredienti.

Le avventure del lievito

martedì 21 settembre 2010


Sembra che sempre più persone si siano fatte contagiare dalla nuova (?) tendenza di fare il pane in casa, possibilmente con il lievito madre. Questa specie di magia per cui la pasta fatta di acqua e farina si gonfia da sola, si riempie di alveoli e poi si può usare per fare pane, pizze e altri prodotti senza ricorrere a lieviti di birra o chimici ha affascinato anche me e, distrutta dagli ultimi sei mesi di pizze fallite o mediocri, ho deciso di provare a fare il lievito madre.

La rete è piena di blog che spiegano come farlo. Le ricette sono tutte un po' divese tra loro, ma, mentre stavo per perdermi nel labirinto dei blog sulla panificazione, ho trovato l'aiuto di Consy, un'amica di Ravelry che ha un blog qui, che mi ha spiegato per filo e per segno come fare.

Ecco quindi il mio tentativo di lievito al secondo rinfresco, in compagnia dei suoi amici frutti, che lo aiutano a diventare un blob.

Se riuscirà a sopravvivere, vi aggiornerò sui suoi progressi e, spero, sui suoi successi in cucina. In basso un suo primo piano.

Dal Festivaletteratura di Mantova

martedì 14 settembre 2010

Se non ci siete mai stati, dovreste prendere in considerazione una visita a Mantova, magari durante i giorni del Festivaletteratura. Purtroppo per quest'anno è troppo tardi, la manifestazione ha avuto luogo lo scorso fine settimana, ma gli organizzatori sono già all'opera per la 15^ edizione (segnate in agenda: 7 - 11 settembre 2011).



Per me è sempre un'esperienza positiva, un'occasione per portare a casa nuovi spunti per pensare, qualche ragione per sperare, strumenti efficaci per capire quello che succede intorno a me e anche un'occasione per sferruzzare in pubblico (tanto per non perdere il vizio).
Quest'anno ho scoperto un'autrice interessante, Michela Marzano, filosofa e docente all'Università di Parigi, ho ascoltato le risposte piuttosto sconcertanti di Frederik Forsyth a Carlo Lucarelli, la lucida esposizione di Corrado Augias sui misteri del Vaticano, un racconto poetico di Maurizio Maggiani sui personaggi e i fatti del Risorgimento Italiano e una sua personale definizione del termine castità, la storia di Peppino Impastato dalla voce di suo fratello Giovanni.

Se non lo avete ancora fatto, prendete in considerazione la visione del film "I cento passi", diretto da Marco Tullio Giordana, informatevi su quello che la televisione non dice, sui fatti del dopoguerra in Sicilia (magari cercando notizie sulla strage di Portella della Ginestra), chiedetevi chi c'è in Parlamento, prima o poi (se la campagna acquisti del capo del governo lo permetterà) dovremo tornare a votare.

knitting mojo

martedì 31 agosto 2010

Sui molti significati del termine mojo vi propino il solito link a wikipedia, che facciamo prima. In questo titolo vuol dire ispirazione, magia, creatività knittatoria e la evoco in quanto l'ho persa.
Non ho mai ideato grandi progetti, ma in questi giorni mi sono bloccata su un ostacolo inaspettato: un orsetto per una mini ragazza in arrivo. La mia più cara amica sta per avere una bambina e mi ha chiesto un compagno di nanna per lei (che non so ancora come si chiamerà). Io ci sguazzo con i pupazzi, ne ho disegnati tanti, soprattutto orsi (ci mancherebbe altro), ma questo proprio non vuole venire fuori.
Una settimana senza toccare i ferri (orrore), diversi scarabocchi, un'idea banale (diciamo classica che sta meglio), 4 tentativi riavvolti sul gomitolo e una zampa plantigrada beige sta nascendo. Spero che il mio minuscolo knitting mojo torni presto, senza sono fritta.

Knitting sul Baltico

lunedì 23 agosto 2010



Per la serie "qual è il posto più strano dove lo avete fatto?" ecco la mia ultima bandierina: una spiaggia sull'isola di Ruegen, in Germania. La situazione è strana, anche perchè non si tratta di una spiaggia per nudisti, ma questo signore si è fatto tranquillamente il bagno senza costume insieme ai giovani nipoti ed è ancora più strana perchè faceva decisamente freddo e io sferruzzavo un pesante calzettone di lana.

Ricordi da Lisbona

venerdì 6 agosto 2010




Un pomeriggio d'agosto, diversi panetti di cernit e ricordi da un viaggio bellissimo di ormai 8 anni fa: Lisbona, mia sorella ed io, da sole, l'aria limpida, il cibo fantastico, uno o due bicchieri di Ginja.
Tutte le scuse sono buone per giocare con questa specie di pongo e questa volta ho fatto una serie di perline e bottoni ispirati alla mia capitale preferita.

Scialle Snowflake - Traduzione

domenica 1 agosto 2010



Alcuni mesi fa, ho tradotto in italiano le istruzioni per realizzare questo scialle di Susanna IC (zuzusus, su Ravelry). Finalmente ho la possibilità di pubblicare la traduzione per chi volesse realizzarlo e non avesse dimestichezza con l'inglese.
Per ragioni di copyright, non è stato possibile completare il mio pdf con tutte le immagini e i grafici, quindi, per realizzare il progetto, dovrete scaricare anche la versione originale qui, su Knit on the net.

Per scaricare la traduzione: http://www.mediafire.com/?dk3z217xx6zu0xs

Questo è il link al pattern su Ravelry

Un grosso grazie a Susanna IC, per avermi autorizzato a tradurre il suo pattern.
Thank you Susanna!

Ancora stitch markers

giovedì 29 luglio 2010

Non che in questo periodo non prenda i ferri in mano, non sia mai, però la mania dei segna maglie di cernit continua. Stamani ho finito la serie dei serpenti, un altro genere di animale che amo particolarmente.







Anch'io li temo, rabbrividisco d'istinto quando li scorgo tra l'erba o sulle rocce, ma li osservo, li rispetto e non mi hanno mai fatto male. Trovo che siano utili e affascinanti e detesto chi li uccide per ignoranza o per odio ingiustificato: si mettessero le mani in tasca!

Un grazie a Clarissa per l'ispirazione. Se avete tempo e un po' di curiosità, date un'occhiata alla sua pagina su ArtFire, è veramente interessante.

I pomodori gratinati

venerdì 16 luglio 2010

Mi rendo conto che accendere il forno in questi giorni sembra impossibile, però questa ricetta nei mesi di luglio e agosto dà il suo meglio, sia per la qualità della materia prima, sia perchè il piatto che ne risulta è perfetto mangiato freddo a casa come all'aperto (argomento al quale noi orsi siamo particolarmente sensibili).

Vi serviranno:
Pomodori perini (2 a persona)
Pane grattugiato (4 cucchiai da cucina colmi a persona più un po' per spolverizzare i pomodori una vola riempiti)
Capperi (per due persone un cucchiaio, ma qui va un po' a gusto personale)
Origano
Aglio (anche questo ingrediente si può dosare a piacere (io, per due/quattro persone ne metto uno spicchio).
Olio extra vergine d'oliva
Sale

Svuotate i pomodori della polpa e tenetela da parte (servirà per il ripieno).
Sbucciate l'aglio e tagliatelo a fettine, dissalate i capperi mettendoli a bagno in acqua per qualche minuto, scolateli e tritateli con la mezzaluna insieme alla polpa dei pomodori e all'aglio.
Mettete la poltiglia che avete ottenuto in una terrina, aggiungete un pizzico di sale, due cucchiai di pangrattato per ogni pomodoro (di solito vado a occhio, se vi sembra che la quantità di ripieno sia scarsa, potete aggiungere ancora un po' di pangrattato in seguito), una presa di origano e due o tre cucchiai di olio extra vergine d'oliva. Mescolate bene e, se il ripieno risulta asciutto, aggiungete un altro poco di olio (deve risultare come nella foto).


A questo punto non resta che riempire i pomodori con la miscela ottenuta, spolverizzarli con altro pangrattato, condirli con un filo d'olio e cuocerli in forno a 180° per circa mezz'ora. Saranno pronti quando lo sembreranno, cioè quando saranno un po' dorati sulla superficie.

Accessori

venerdì 9 luglio 2010

In questi giorni la lana rimane sul divano, trascurata per via del caldo. Sto facendo una terribile stola di mohair, ma non posso proprio toccarla, con queste temperature. Anche il maglione di alpaca è abbandonato a se stesso. Lavorare il cotone non mi soddisfa troppo, perciò mi sono dedicata a lavori alternativi, ma sempre legati al mio hobby preferito. Il rotolo è nato così e l'ultima idea sono questi segnamaglie a forma di gomitolo.



L'ispirazione viene da un post di Donna su ravelry, si parlava di cupcakes decorate in modo originale e lei ci ha suggerito questo link. Dal marzapane al cernit il passo è breve, almeno per la mia testa da orso. Per fare il gomitolo basta fare una pallina di cernit e ricoprirla con un filo fatto sempre con un salsicciotto di cernit assottigliato il più possibile con il palmo della mano. Si attorciglia il filo intorno alla pallina più volte, come se fosse un vero gomitolo. Infine si perfora il gomitolo con un chiodino da parte a parte e lo si cuoce nel forno secondo le indicazioni riportate sulla confezione del cernit.

Come potete vedere ho bisogno di perfezionare la tecnica e di procurarmi un paio di pinze adatte, però mi sono divertita a farli.

Qualche parola di più la meriterebbe l'utilità dei segnamaglie, che fino a pochi mesi fa ritenevo superflui, ma che ora trovo fondamentali, per evitare molti errori di conteggio. Li consiglio a tutti, basta un pezzetto di filo di colore contrastante, o quache fermaglio di metallo (le graffette per i fogli), se non avete voglia di sbizzarrirvi con anelli e perline.

Ora ci vorrebbe un tuffo nel lago.

Assolutamente sì? Assolutamente no!

martedì 6 luglio 2010

Post sfogo: non ce la faccio più. Non sopporto più i giornalisti sportivi che iniziano ogni loro intervento con l'espressione "assolutamente sì". Che noia, che banalità, secondo voi perchè ogni due o tre anni c'è una moda che rende piatto e barboso l'uso della nostra lingua nell'ambito dei media e poi, come conseguenza quasi inevitabile, tra la popolazione?

Finito lo sfogo: ecco uno degli ultimi miei lavori, il rotolo portaferri in tessuto. Lo volevo fare da tanto tempo, ma sono stata molto impegnata con il progetto degli orsi del sole (quasi terminati!) e sono molto pigra con la macchina da cucire.

Questo il risultato



a questo indirizzo trovate una serie di link a tutorial per realizzare portaferri come questo o diversi, un'ottima risorsa (in inglese).

Lo trovo un oggetto molto comodo e pratico e finalmente riesco a trovare subito i ferri che cerco, senza contare che in viaggio è fondamentale.

Le verdure ripiene

domenica 20 giugno 2010



Le verdure ripiene sono un'altro piatto che amo, una ricetta estiva, tratta della tradizione genovese. Oggi ve ne vorrei proporre la mia versione, interpretata in chiave vegetariana.

Ingredienti:
Dosi per 4 persone

4 zucchine (non troppo piccole, le migliori per questa ricetta sono quelle chiare)
2 cipolle bianche grandi

1 uovo
qualche cucchiaio di parmigiano reggiano grattugiato
pangrattato
1 spicchio d'aglio
una manciatina di funghi secchi
maggiorana
sale e pepe
olio extra vergine d'oliva

Metti i funghi a mollo in una tazza d'acqua.

Fai bollire o cuocere a vapore le cipolle e le zucchine per qualche minuto. Quando risultano cotte, ma non ancora molli, toglile dalla pentola o dalla vaporiera e lasciale raffreddare un po'. Taglia a metà le cipolle e separa i vari strati.




Le zucchine invece vanno tagliate in due o tre tronchetti e poi svuotate, con l'aiuto di un cucchiaino.



Con la mezzaluna, trita abbastanza finemente la parte interna delle zucchine e gli strati più interni delle cipolle (quelli troppo piccoli da riempire) insieme all'aglio, ai funghi ben strizzati dall'acqua e a una presa di foglie di maggiorana. Quando il trito sarà sufficientemente fine, sbatti in una terina l'uovo (intero) con il parmigiano e poi unisci le verdure triturate. Aggiungi un pizzico abbondante di sale, una grattata di pepe e mescola molto bene. Il ripieno si presenterà così:



Riempi le verdure con questo ripieno e cospargile con abbondante pangrattato.



Scalda il forno a 180° e disponi le verdure su una teglia grande (o sulla leccarda del forno) foderata di carta da forno. Condisci le verdure con un filo di olio EVO e fai cuocere per circa 40 minuti. Verso fine cottura puoi accendere il grill per far dorare meglio la superficie.

Le varianti di questo piatto sono molte, anche perchè, originariamente si tratta di una ricetta povera che faceva del riciclaggio alimentare la sua ragione d'essere. Le massaie genovesi mettevano nel ripieno anche la carne avanzata dal sugo, dal brodo, il riso. A zucchine e cipolle si possono aggiungere anche le melanzane (l'ideale sono quelle piccoline e tonde, non sempre facili da trovare) e i peperoni, C'è anche una versione più moderna con il tonno sott'olio, ma la vegetariana è la mia preferita.
Come il polpettone sono perfette da portare al mare o in campagna per un pic-nic e sono ottimi con l'insalata.

Un top per l'estate

mercoledì 9 giugno 2010




Come orsa sono un po' vanitosa e ho deciso di fare un top per quest'estate e, fra i vari modelli presenti su quell'autentica bibbia di Ravelry, ho scelto il Rosa's sleeveless cardi-jumper.

Lo consiglio a tutte, perchè questo schema , scritto in inglese da Emma Fassio, è veramente geniale.
Il filato che ho usato è il cotone Bio 5 della Sesia, lavorato con un ferro circolare da 5,00 mm. Il capo, una volta finito, ha bisogno di essere bloccato (io l'ho bagnato e spillato, perchè con il vapore non ottenevo risultati soddisfacenti) per eliminare le irregolarità del punto, dovute all'uso di ferri molto più grandi di quanto normalmente il filato richiederebbe, e dargli la giusta forma

Il polpettone di fagiolini

sabato 5 giugno 2010


Torna il fine settimana, perfino col bel tempo. Il polpettone è d'obbligo: è buonissimo e pratico da portare all'aperto, è nutriente e si sposa alla perfezione con insalata e pomodori: praticamente un classico delle gite oltre che della cucina genovese, da quando ero un'orsetto piccolo.

La preparazione è un po' laboriosa, ma può valerne la pena. Come promesso, ecco la ricetta:

Polpettone di fagiolini e patate:

Ingredienti:
500 gr di fagiolini
4 patate di media grandezza
4 uova
5 o sei cucchiai di parmigiano reggiano
una presa di funghi secchi
uno spicchio d'aglio
due o tre rametti di maggiorana
noce moscata
pane grattugiato
sale e pepe
olio extra vergine d'oliva.

Lessare patate e fagiolini (di solito li cuocio a vapore, mi piacciono di più). Mettere a bagno in acqua i funghi secchi, per farli ammorbidire. Schiacciare le patate con lo schiacciapatate o con una forchetta e passare al tritatutto i fagiolini. Mettere a scaldare le verdure in una padella abbastanza capiente, precedentemente unta con poco olio EVO. Lasciare le verdure sul fuoco per alcuni minuti, rimestando con un cucchiaio di legno. Questo procedimento serve ad asciugare ed amalgamare i fagiolini alle patate.

Prima che sia troppo tardi, accendete il forno, che va preriscaldato a 180°.

Mentre le verdure asciugano in padella, preparare il resto dell'impasto. Tritare piuttosto finemente i funghi con l'aglio e la noce moscata (è meglio usare un coltello o la mezzaluna, il mixer rovinerebbe il sapore degli ingredienti e vi farebbe ottenere un trito troppo fine). Mescolare le uova con il trito e con il formaggio. Unire al tutto una grattata di noce moscata, un pizzico abbondante di sale e un po' di pepe (questo si può tralasciare, se preferite o se tra i commensali ci sarannno degli orsetti). A questo punto, occorre lasciar raffredare un po' le verdure e poi unirle al resto degli ingredienti, mescolando molto bene.

Ungere una teglia (io ne uso una rettangolare che misura 24x30 cm) con olio EVO e cospargere il fondo con abbondante pane grattugiato. Mettere il polpettone in teglia, spiandando la superficie im modo che cuocia uiniformemente. Se vi piace, potete decorare il vostro polpettone con i rebbi della forchetta facendolo a strisce o a quadri. Cospargete anche la superficie con molto pan grattato (serve per ottenere una crosticina croccante, molto importante per il risultato finale) e aggiungete un filo d'olio EVO per condire.

A questo punto il polpettone va nel forno. Per cuocere impiega circa mezz'ora, quaranta minuti. Per rendere più croccante la crosta, vi consiglio di accendere il grill per gli ultimi minuti 5 di cottura e di controllare ogni tanto perchè la durata della cottura varia a seconda delle dimensioni della teglia e dello spessore el polpettone.

Si mangia tiepido o freddo, possibilmente con una bella insalata.
Buon lavoro e buon appetito.

Ancora ai fornelli

domenica 30 maggio 2010

Un altro weekend mangereccio, perchè noi orsi in primavera dobbiamo mangiare molto. Questa volta ho deciso di preparare due piatti della tradizione ligure: il polpettone di fagiolini
e le trofie al pesto.

Le ricette? Cominciamo con le trofie.




Trofie di Recco
(dosi per 2 persone):
200 gr di farina
un pizzico di sale
acqua

Disporre la farina a fontana sulla spianatoia con il sale al centro. Scaldare un po' d'acqua in un pentolino, quando è calda (quasi bollente) aggiungerla a poco a poco alla farina con l'aiuto di una forchetta (per non scottarsi le mani!). Impastare le farina con l'acqua calda fino a ottenere una palla liscia e compatta.



Prelevare dalla palla una piccola quantità di pasta:



Con il palmo della mano dare a questa pallina la forma di un salsicciotto, quindi con il taglio della mano si passa sul salsicciotto per arricciarlo. Sembra difficile, ma basta fare un po' di esercizio. Un breve video, per farvi vedere il movimento:


video

Questa è la forma della trofia finita:

Una volta pronte, si fanno bollire in abbondante acqua salata (bastano pochi minuti) e si condiscono, di solito con il pesto... ma non è mica obbligatorio! A me piacciono molto con l'aggiunta di patate a fette e fagiolini lessati con la pasta, in aggiunta al pesto.


Questa è solo una delle tante ricette di trofie, esistono infatti numerose varianti. La più famosa è quella che prevede l'utilizzo di farina di castagne, la prossima che voglio preparare è la versione di Camogli, con le patate nell'impasto.

Grazie ad Ale, fotografo e regista!
La ricetta del polpettone nel prossimo post.

Domenica in cucina

mercoledì 19 maggio 2010

Sono un orso un po' atipico, lo sapete, mi piace fare la maglia e a volte chiacchiero troppo. E poi mi piace cucinare.
Domenica avevo proprio voglia di spignattare e ho preparato uno dei miei piatti preferiti: lasagne al forno al sugo di funghi, con i funghi del nostro bosco. Per me è un'ottima alternativa alle lasagne al forno tradizionali, visto che non mangio carne.



Poi, ispirata da un'amica blogger, Ambra, di lo spazio di b, ho deciso di provare a fare in casa il pane senza lievito, che di solito compro al forno, ma con la farina di farro. Così ho preso le proporzioni che suggerisce Ambra nella sua ricetta delle treccine rustiche e ho ottenuto un ottimo risultato.



Secondo me, oltre a sostituire il pane normale (ogni tanto fare una pausa dal lievito non è male), può servire per offrire un aperitivo o un antipasto originale, accompagnato da quello che preferite.

Cos'è un orso senza pelo?

domenica 16 maggio 2010


Vi lascio rispondere come meglio credete, ma il pelo, secondo me è fondamentale. Soprattutto per gli orsi. Finalmente ho trovato il modo di rendere pelosi i miei orsi fatti ai ferri (ribadisco, non è una ricetta: non si mangiano gli orsi! Checchè ne dicano in altri posti su questo disgraziato pianeta).
Ho trovato questo trucco su Ravelry, in un forum dedicato alle sferruzzatrici di giocattoli. In pratica, si prende una spazzolina di quelle in metallo, per pettinare i gatti, e la si passa su tutta la bestiola, delicatamente ma non troppo, possibilmente prima di imbottirla (altrimenti si tirano fuori pelucchi dall'imbottitura e non è un gran bel vedere).
Ecco il risultato.

Non potevano mancare

lunedì 3 maggio 2010



I guanti senza dita sono necessari, per un set completo. Allora eccoli, pronti per il prossimo autunno, perchè ormai si spera che il caldo sia alle porte.



Anche per loro lo schema è in arrivo.
Eccolo: download now
Lo schema è disponibile anche in italiano.

Fuori stagione

venerdì 16 aprile 2010


Lo so che è primavera, ma non ho potuto resistere, questo set mi ronzava in testa da un mucchio di tempo e, complice questa specie di influenza in ritardo (fuori stagione anche lei?) che mi ha lasciata a casa un paio di giorni, ho preso ferri, carta e penna e ho scritto un nuovo pattern. Si tratta di un set un po' maschile (ma secondo me ce lo possiamo mettere anche noi!) composto da cappello e scaldacollo. Ne sono molto soddisfatta, perchè si fa in un baleno e ha un aspetto naturale, che mi ricorda il mare e i suoi abitanti. Parte del merito va riconosciuto al filato che ho usato e che mi ha ispirato questo disegno a onde, il Manta della Filitaly-lab. Lo trovo bellissimo, ultramorbido (90% baby alpaca, 10% merino extra fine) e innovativo con la sua catenella. Secondo me è perfetto per i progetti maschili o sportivi, ma raffinati.


L'ho chiamato onda su onda, in omaggio alla canzone di Paolo Conte. Il pattern è in fase di test, presto sarà disponibile qui, nella mia tana, e su Ravelry.

I know it's spring, but I've had this set in my mind for a long long time and I couldn't resist. I had to knit it and I've written a pattern. It's name, Onda su onda (wave after wave), is the title of a song by Paolo Conte. I love this song, and the waves of the pattern made me think about the sea, a tropical island with beautiful shoals full of creatures...
The yarn I used is Manta, by Filitaly-lab, a new brand I like very much.

Pattern is being tested and it will available here, in my den, and on Ravelry, soon.

Pattern disponibile su ravelry (per ora, in inglese)/ Pattern is available for free (English version)

Ora c'è anche in italiano

Altri progetti ursini

giovedì 15 aprile 2010




Ecco un po' di foto degli orsi di maglia, tutti orsi del sole come quello del post precedente.





Su Ravelry c'è il mio schema (in inglese)per realizzare l'orso Pattoz
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