Here Comes The Sun, forse

mercoledì 26 aprile 2017

Here comes the sun è uno dei miei brani preferiti. Nell'ambito della discografia dei Beatles contende il primato a Black Bird. Se conoscete i testi delle due canzoni capirete il perché; si parla di un inverno solitario che finisce, di imparare a volare, anche con le ali spezzate, sono parole che aiutano a ritrovare l'ottimismo e che mi hanno fatto sentire di averlo ritrovato, dopo un periodo molto difficile (chi mi conosce sa di cosa sto parlando, agli altri risparmio la noia delle mie passate sciagure).








I giorni di fine marzo sono stati bellissimi, sembrava già arrivata la primavera (adesso non si direbbe) e mi è venuto spontaneo disegnare un top in tono con questo stato d'animo, col sole dentro e fuori.

Here Comes The Sun ci parla di belle giornate e di libertà, e si presta ad essere indossato con facilità da tutte. Ha uno scollo a V non troppo profondo e un dettaglio molto femminile: la sciarpina da portare allacciata o sciolta, per dare al capo la vostra impronta personale. Il filato che ho scelto è Cotton Cashmere di concept by Katia. Lo avevo già utilizzato per il mio cardigan Pink Panther Theme e l'ho scelto di nuovo perché è bellissimo e resistente, oltre che piacevole da lavorare (il che, quando sferruzzi, 6 o più ore al giorno tutti i giorni non è trascurabile).

Il modello, creato in esclusiva per Le Magie di My Emy (Via Roma, 13 - S. Stefano Al Mare IM), è stato presentato durante il ws del 23/4 a S. Stefano al Mare, un bel borgo della Riviera dei Fiori . Nei 12 mesi successivi, chi non ha potuto partecipare al ws, potrà acquistare il modello, insieme al kit per realizzarlo, in diverse varianti di filati estivi, da My Emy. Per acquistare il kit, contattate Emy tramite il sito o la sua pagina Facebook




Il corso del 23 aprile è stato molto divertente e affollato, c'erano anche i Real Martians (i miei Marziani terribili), che hanno colto l'occasione per abbuffarsi, fiondandosi sul favoloso buffet allestito da Emy e Antonella. Come sempre sono stata molto bene e ho avuto la possibilità di conoscere nuove amiche e di rivederne altre che conoscevo già, oltre a quella di palpeggiare tanti filati e ipotizzare nuove combinazioni per i prossimi modelli...

Pincha Shawl e le matasse variegate

lunedì 27 febbraio 2017

Devo amettere che, nonostante ne abbia sempre subito il fascino, le matasse variegate per me sono sempre state difficili da utilizzare. Questa, in particolare, riposava da tre anni esatti nel mio cesto da lavoro. L'avevo comprata a un evento molto bello, La maglia nel Piatto, organizzato dalla mia amica Natascia Sartini nella bibilioteca di Piatto (BI). Oltre ai corsi di Natascia e mio, l'evento aveva ospitato la conferenza sulle fibre di Alice Twain e un banco con le matasse tinte a mano da Elbert Espeleta e io non avevo resistito alla tentazione di acquistare un paio di quelle matasse. 

Da notare la scritta sul telo : )

Poi niente, nessuna idea per utilizzarle, fino all'incontro fatale. Alcuni giorni fa stavo cercando un progetto rilassante da fare per recuperare un po' di energia tra un modello e l'altro, erano anni che non realizzavo un capo che non fosse ideato da me e ne sentivo il bisogno, e mi sono imbattuta in questo progetto: Pincha Shawl su Knitty Summer 2016. L'autrice dice che questa sciarpa è valorizzata proprio dai filati variegati. Variegati? Mi si è accesa la lampadina, sono andata a acercare, a colpo sicuro, la caciotta che avevo fatto con la matassa di Elbert ed è stato subito chiaro che l'abbinamento con quel modello sarebbe stato perfetto.

A me ricorda molto l'effetto dei tessuti e delle maglie di Missoni
Cosa ne pensate? I cambi di colore ravvicinati e la varietà di sfumature sottolineano l'effetto piume di pavone creato dai ferri accorciati e creano un  motivo a zig-zag molto interessante. Questo mi dimostra una volta di più che per ogni tipo di filato c'è il giusto utilizzo e anche che non tutti i filati sono adatti a qualsiasi progetto. A volte è meglio aspettare due o tre anni per evitare di sprecare un filato e il tempo dedicato alla realizzazione di un manufatto che non ci piacerà e che non utilizzeremo volentieri.

Morale? Se avete una matassa molto variegata, fatevi un Pincha Shawl di Pinpilan Wangsai, il relax è assicurato, come l'effetto wow.

Singing In The Rain

lunedì 20 febbraio 2017

Nelle scorse settimane ho pubblicato il modello Singing In The Rain, un cardigan top down contiguous che avevo presentato in anteprima, lo scorso autunno, da Le Vie Della Lana (Via S. Martino della Battaglia - Chiari BS) di Alessia Vago. Fino ad ogi non ero riuscita a scrivere un post per raccontarvi questo modello, a cui tengo moltissimo, perché il periodo è stato densissimo di impegni, ma oggi voglio rimediare.

Un dettaglio del motivo traforato


Singing In The Rain si chiama così perché è un cardigan per la mezza stagione e nella mezza stagione piove, è risaputo, piove e fa freschetto e un cardigan ci vuole. Se poi il cardigan è stiloso ed è caldo, morbidissimo e leggero come una piuma, grazie a un filato eccezionale, possiamo proprio uscire tranquille, cantando, senza dimenticare l'ombrello, perché presto o tardi pioverà.

Il modello su Ravelry
Il filato è una new entry tra i miei preferiti, si chiama Cashmere 30 e fa parte della collezione Concept di Katia.Oltre ad essere straordinariamente morbido e leggero, è un filato corposo e non molliccio e ha una resa eccezionale (per una taglia S ne bastano 250 gr) ed è resistente, se considerate che ho disfatto lo sprone 6 o 7 volte e non ne ha risentito minimamente. La cartella colori è classica, molto interessante soprattutto sui neutri, ma c'è anche un blu notte che è la fine del mondo (se non avete problemi di vista).

Come sempre sono stata molto felice e fiera di vedere i risultati del lavoro delle mie tester (Barbara, Chiara, Gianna e Ioana) e delle allieve che hanno partecipato al workshop da Le Vie della Lana.

Se volete cimentarvi anche voi, il pattern è in vendita nel mio Ravelry Shop a questo link e, per chi vive nei dintorni di Genova, ad aprile inizierà il corso a puntate per realizzare il cardigan con me e con la banda della scuola di maglia ursina, in collaborazione con Fili Trame e Colori. Il corso prevede 4 lezioni da due ore ciascuna a cadenza quindicinale, per dare il tempo alle allieve di fare i compiti e giungere alla lezione successiva pronte per affrontare un nuovo passaggio e magari imparare o approfondire una nuova tecnica. In questo corso affronteremo tanti argomenti interessanti, di livello medio avanzato: la costruzione top down contiguous (secondo il metodo di Susie Myers), la ripresa delle maglie, il posizionamento e la realizzazione delle asole. Se poi non riuscirete a terminare il cardigan nel corso delle 4 puntate, grazie poi agli incontri mensili gratuiti, i nostri stitch'n'bitch, non rimarrete sole col vostro maglione incompiuto, perché le compagne ed io saremo lì per darvi una mano se sarete in difficoltà. I posti a disposizione per questo corso sono molto limitati (ancora 3 o 4), se siete interessate a partecipare o ad avere informazioni, scrivetemi all'indirizzo: aknittingbear@gmail.com

Singing In The Rain, senza testa, che è anche meglio!