Presto e bene non stanno insieme

giovedì 18 giugno 2015

La persistenza della memoria (S. Dalì, 1931)


Mia sorella ha 18 mesi  meno di me. Quando andavamo alle elementari, un giorno mi colpì con una frase della sua maestra: presto e bene non stanno insieme, diceva. Questo concetto è diventato fondamentale per me, da adulta, ma confesso che in giovane età ho deviato da quell'insegnamento per quanto ho potuto.

Mi capita spesso di sentire commenti di persone che non lavorano a maglia e di ritornare con a mente a quella frase. Uno dei commenti più frequenti è:

- Che bello, non sembra fatto a mano, sembra comperato in negozio!

Questo, il più delle volte, rischia di farmi imbestialire, ma capisco la ragione del commento. Spesso i capi fatti a mano hanno un'aria trasandata, una trama irregolare, proporzioni non troppo in linea con quelle umane, incertezze nelle finiture e così via. Un capo ben eseguito non ha questi difetti, ma chi non pratica ferri e gomitoli con costanza e passione non lo sa e bisogna capire.

Altre volte mi è capitato di sentir dire:

- Certo che ci vuole un sacco di pazienza per fare un lavoro del genere!

Qui le unghie ursine fanno fatica a trattenersi. Pazienza? La pazienza serve a sopportare (patire) qualcosa che ci infastidisce per ottenere un risultato (per farsi la ceretta ci vuole pazienza, o per aspettare ore nello studio del medico), ma se una persona ama lavorare a maglia la pazienza non c'entra.

Dietro a un lavoro fatto come si deve ci sono studio, pratica, amore per la bellezza e una certa cultura del fatto a mano, una cultura che si scontra con le affermazioni di chi dice: 

- Chi me lo fa fare, la lana per una sciarpa costa 45 euro, ci impiego un sacco di tempo e con 10 euro me la compro dai cinesi, non ne vale la pena.

Il tempo è importante. Per chi lavora a maglia bene e con passione il tempo utilizzato per eseguire un capo non è perso, è impiegato, è goduto in ogni istante. Per ottenere un buon risultato ci vuole tempo

Usare ferri più grandi del dovuto per risparmiare tempo ci farà ottenere un lavoro veloce, ma anche un capo sciatto e che durerà poco (una trama troppo aperta, se non stiamo parlando di uno scialle di pizzo, darà luogo a pallini e pelucchi in men che non si dica).

Non spendere un po' di tempo per sagomare una maglia nel modo migliore ci farà sferruzzare capi a sacchetto che non ci doneranno, nella maggior parte dei casi.

Realizzare magliette simili a "reti per le cozze" (e qui cito doverosamente la mia amica Giuseppina) ci farà procedere veloci come razzi, ma poi avremo un capo poco portabile, se non inutile.

Scegliere sempre una scorciatoia, soprattutto per evitare le finiture, comporta una maggiore rapidità di esecuzione, ma anche risultati che lasciano molto a desiderare (strani buchi sotto le ascelle, bordi che tirano oppure troppo slabbrati ecc.).

Evitare di disfare per correggere un errore o per rimediare a una svista sulle proporzioni può essere letale per un buon risultato.

A volte ho sentito dire che il fatto a mano ha valore di per sé, perché chi lo ha realizzato ci ha messo il cuore. Anche questo è vero, in un certo senso, ma non sarebbe meglio che oltre al cuore in un oggetto fatto a mano ci fossero anche cura e precisione?


19 commenti:

  1. Hai ragione, condivido tutto quello che hai scritto, e non solo per la maglia!
    Buona giornata
    Carmen

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    1. Grazie della visita, Carmen. Felice settimana!

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  2. hai davvero ragione sai? io lavoro a maglia da tempo, ma questo concetto non l'ho capito subito.... l'ho capito dopo anni.. spazientivo dietro a cose che volevo finire in un attimo... e ovviamente i risultati erano mediocri... ora ho imparato a saper godermi ogni giro ed ogni maglia... a tornare indietro e curare il dettaglio, perchè poi i risultati si vedono sempre... ho imparato che se sono stanca di un capo che lavoro, meglio staccare anche un giorno o due e poi riprendere con tutta la voglia e la passione possibile anzichè andare avanti per inerzia... buona giornata. Biscotto.

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    1. Anche per me è stato così, ed è stata una bella scoperta! Ciao : )

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  3. le tue riflessioni mi fanno pensare, infatti hai ragione la pazienza non centra proprio!!!
    mi piace!

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    1. Ciao Alessandra, mi fa molto piacere! A presto : )

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  4. Condivido tutto quello che hai scritto. Personalmente sono capace di disfare un capo quasi finito, se mi accorgo che qualcosa non funziona. Anche se non tutti i capi che ho realizzato sono fatti davvero a regola d'arte, posso affermare però che sono sempre stati fatti meglio che ho potuto. Alcune tecniche le ho imparate col tempo, alcuni passaggi ancora non mi vengono benissimo, ma non mi fermo qui. C'è sempre qualcosa di nuovo da imparare e mettere in pratica.

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    1. Giusto, disfare e rifare ci lascia sempre qualcosa. Può essere seccante, ma è molto utile e istruttivo e i risultati si vedono! Buona settimana : )

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  5. ...sto guardando le foto della mia maglietta...ho l' anZia da rete per cozze :D

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  6. Parole sante! Comunque questo modo di dire non l'avevo ancora sentito. Anche io piano piano sto imparando a migliorare i miei capi e anche se ci vuole tempo è poi una grande soddisfazione.

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    1. :-) Ciao Anna, è un'esperienza comune!

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  7. E' una cosa che ho appreso anche io a furia di fare e disfare. Anche disfare non è tempo perso: si può imparare dai propri errori ;)

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    1. Esatto, anche disfare serve (ammettiamo pure che è una bella seccatura, però ;-)

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  8. Brava! Comunque, a prescindere dal risultato finale, bisogna imparare a godersi ogni riga, ogni passaggio, ogni momento, e non solo nella maglia, altrimenti la vita diventa una corsa verso... cos' altro?

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  9. Anche io ci sono cascata nel gioco della velocità, ma poi ho capito e spesso mi sono pentita. Adesso che non ho tempo nemmeno per guardare i ferri, metto da parte patterns di maglioni che mi piacerebbe fare prima o poi, a questo punto andrebbe bene anche se fossero pronti per l'inverno successivo, purchè senza rammarico da potevofaremeglio. Una cosa che mi rattrista molto è che la qualità sembra essere passata di moda, ogni giorno vedo mio babbo che mette anima e cuore nel progettare e creare borse belle e di qualità per poi sentirsi dire "no va beh, bello ma vado dai cinesi che spendo meno" oppure "se lo faccio da me spendo meno", senza calcolare che anche il tempo e la precisione hanno un prezzo. Amelita

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    1. Amelita, quello che dici è vero, questa cosa della velocità e dell'economicità è molto triste. Grazie della visita :-)

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  10. Hai perfettamente ragione... Ma spesso , chi deve " vendere" ed è senza esperienza combina anche questo! Più si è' inesperti, più' ci si crede bravi.... :-p
    E purtroppo chi ci va di mezzo sono le persone che vorrebbero imparare.. confido nella loro intelligenza .

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